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La maturità di Montale

18 Giugno 2008 alle 15:00

Se avessi 18 anni e stessi facendo l’esame di maturità, al quale mi preparai con disciplina e calma olimpiche e una ingenua speranza nel futuro, avrei scelto di commentare questi versi del grande Eugenio Montale. Va bene il post postmoderno, Internet, l’Iphone, la realtà più virtuale del reale, la coppia aperta, la destrutturazione della famiglia tradizionale, l’emancipazione femminile, il glamour ecc. ma sentiamo il bisogno di uomini che (ri)pensino al nostro sorriso “come ad un'acqua limpida scorta per avventura tra le petraie d'un greto, esiguo specchio in cui guardi un'ellera i suoi corimbi; e su tutto l'abbraccio d'un bianco cielo quieto....” E lo dicano con queste parole.

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