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Europa spazzabile, spazzabilissima

16 Giugno 2008 alle 19:00

Il discorso di Caracciolo è lucido e stupisce che non si discuta ovunque con serietà, culturale e democratica, del futuro europeo, perché il momento è grave. A meno che ci si trovi in un vicolo cieco dinanzi al quale è meglio per i vari Soloni far finta di niente o tentare di truccare il voto con soluzioni dirigiste. Finita la sbornia europeista, si rischia di scoprire che temi pur tremendi come quelli della Turchia (un problema sia dentro che fuori l'Unione) sono secondari dinanzi a quello dell'unione politica (che cosa ci farebbe infatti la Turchia nell'Europa carolingia latino-cattolica?! La questione sarebbe bella che risolta e si dovrebbe pensare soltanto ad aree di influenza reciproca). Finora ci si era illusi che l'economia supplisse alla politica (nel dopoguerra fu l'unica strategia possibile). Non è più vero nel mondo globalizzato e neppure nell'Unione Europea. Non c'è bisogno di eventi traumatici per spazzare via l'Europa. L'impressione è che si faccia di tutto perché nessuno, all'interno e all'esterno dell'Europa, si accorga che ormai troppe istituzioni stanno incollate con lo sputo e che basterebbe qualcuno che volesse davvero vedere il gioco, la realtà effettuale, per far cadere il bel castello di carta (leggi anche Euro) e spazzare via l'Europa. I candidati sono tanti: Cina, Iran, Russia...ma non serve che siano colossi, basta che spingano col dito. Il no irlandese è il buchetto nella diga e non è colpa dell'Irlanda. Forse è stato un allarme necessario e una fortuna per tutti noi buoni europei.

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