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Bush: "non ti vogliamo"

13 Giugno 2008 alle 09:47

La "massima" della protesta anti Bush di oggi, cui pochi giornali si soffermano: "Bush, non ti vogliamo", in quanto rappresentante del male. E allora fiori , coriandoli e caramelle a Barak Obama e diverse bandiere anche con la falce e martello a sventolare liberamente in nome della pace moltiplicata al quadrato: senza se e senza ma; meglio essere precisi, non si sa mai. Bush nemico della pace; il popolo americano che l'ha eletto per ben due volte, non ci tiene alla pace e in pochissimo conto tiene alla libertà. Nessun accenno tra i manifestanti anti Bush contro Ahmadinejad, il presidente addormentato che si lascia impiccare o lapidare in pubblico i suoi connazionali se, putacaso, gli viene da gridare "democrazia e libertà in Iran". E che quando si sveglia, o anche prima di addormentarsi si ricorda che Israele deve scomparire dalle scartoffie del catasto universale. Ricordiamo il gruppetto di studenti, da noi battezzato "I RAGAZZI DI TEHERAN" che ci credeva nella democrazia e la domandava proprio ad Ahmadinejad: scomparvero inghiottiti dal buio delle notti iraniane e forse anche delle galere; meno che mai neanche una foto ricordo per Bin Laden, si vede che è un pacifista convinto che ha pure seguito nel nostro Paese. Neppure il cognome del leader siriano; dimenticati non solo del padre ma anche di Gheddafino, appassionato della politica estera italiana. Forse ama anche Calderoli e le sue magliette "Lacoste". Per i regimi comunisti alla Castro e alla cinese è mancata la carta e il pennarello per tracciare disegnini. Neppure una vignetta! E allora non vi vergognate di sventolare le bandiere anche con la falce e il martello contro il nemico Bush; rendetevi orgogliosi di manifestare il vostro disprezzo verso il potente avversario e godetevi lo spazio di manifestare, di strillare, di gioire in piazza e di gridare che Bush non solo è un nemico della pace, ma vi sta pure sulle palle. E di urlare, scrivere e sventolare liberamente, voci al cielo dell'Italia democratica, idealmente limpido; liberamente, senza il pericolo o il vincolo della galera o dei pasdaran, come per i RAGAZZI DI TEHERAN! E bocca cucita, mi raccomando, se sta per sfuggirvi qualche sproposito: come un grazie a quei rappresentanti statunitensi e alla loro politica liberalizzatrice dell'Italia e di tutta l'Europa, per l'ardimento dei loro soldati di un tempo non tanto lontano, che contro il volere anche dei pacifisti di allora, si elessero sotto migliaia di croci candide, la residenza eterna nel suolo italico ed europeo; per dare libertà a tutti noi, di strillare in piazza, di manifestare per le città a voci corpose contro i nostri avversari, ma soprattutto la libertà di sventolare bandiere. Anche con falce e martello.

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