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Intercettazioni e custodia dati

12 Giugno 2008 alle 17:15

La differenza tra le intercettazioni e le altre tecniche investigative consiste nel fatto che le prime avendo come risultato la registrazione di materiale audio/video, vengono fatte circolare molto più facilmente e cosi' finiscono quasi sempre su internet, oltre che sui giornali ed in un modo o nell'altro chiunque di fatto può leggere, ascoltare, vedere, ciò che altrimenti sarebbe da cercare in pesanti faldoni da sfogliare. Quindi la vera violazione della privacy non è tanto intercettare quanto consentire la fuga di notizie e di files ad arte, che una volta in possesso dei media ovviamente non passeranno inosservati (anche se in taluni casi certi files sono stati stranamente dimenticati per lungo tempo e ben protetti da occhi indiscreti). Proibire la pubblicazione significa censurare e limitare la libertà di stampa, non mi pare una soluzione da perseguire. Piuttosto in questo caso si dovrebbe investigare per capire chi ha consentito la fuga di notizie e punire questo come un reato non solo contro la privacy, ma anche contro la stessa attività investigativa. Allo stesso tempo si dovrebbero prendere misure serie per la custodia di questi dati, la tecnologia è a disposizione e mi pare l'unico modo per tutelare veramente la privacy, si danno le "chiavi" ad un responsabile e questo è (veramente) responsabile. Del resto lo stesso si fa nelle aziende da anni non vedo perché la Magistratura non possa aggiornarsi ed avere un Garante della Privacy al proprio interno. Un idea da buttare?

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