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"Responsabilità" parola d'ordine

11 Giugno 2008 alle 07:30

Credo di esprimere una sensazione che ha avuto la stragrande maggioranza degli italiani, quando dalle ultime elezioni emerse che la parte vincente avrebbe governato con un largo margine di assenso popolare. Forse per la prima volta in Italia un unico gruppo di parlamentari avrebbe potuto agire con più celerità e senza vincoli da accordi predeterminati da differenti impostazione ideologiche. Dal tempo del centrosinistra (Dc-PSI) a quello dell'appoggio dall'esterno (del PCI alla DC)per arrivare al blocco completo del Parlamento con l'ultimo Prodi, dove, le svariate anime governative, assunte solo per finalizzare un degradante anti-berlusconismo, hanno di fatto creato un buco legislativo ed amministrativo di quasi due anni. Alla fine, in pratica, ognuno ha inveito contro gli altri appartenenti della stessa compagine, onde scusarsi per non aver realizzato alcunché. L'annoso problema della mancanza di "responsabilità diretta" e dell'individuazione chiara del responsabile di qualsiasi iniziativa, dall'esito sia positivo che negativo, è il permanente male dello Stato italiano. Abbiamo vissuto dal sessantotto nell'esasperazione concettuale della compartecipazione, del "tutti che si interessano di tutto", dell'assemblearismo totale, del rapporto "in prima persona", del vivere sulla "propria pelle", sul mito di una democrazia "stradale", della difesa del proprio "territorio", fatta di blocchi, di derisione, di chiasso, di cori e canti,... E così, quando finalmente l'estrema sinistra è arrivata a mettere il piede nel governo si è giunti al parossismo istituzionale, in quanto, la necessità di assumersi responsabilità dirette, questa parte politica è stata colpita da una forma di catalessi agnostica, a causa dell'impreparazione ad essere adulta in una società dominata da infantilsmo utopico irresponsabile perenne. Ora non ci sono scuse, la maggioranza può agire come vuole: Onori ed oneri! Ogni intervento governativo deve essere firmato da una responsabilità attestante spesa e tempificazione, con chiarezza (senza che un ministro sia smentito da un altro). Sarebbe bello che finalmente i controlli fossero eseguiti da controllori efficaci, come se agissero per lavori eseguiti in casa propria. A tutti i livelli, fino a controllare: la consistenza del cemento e dell'asfalto usato dalle ditte appaltatrici; le timbrature del cartellino; l'operato degli insegnanti; l'idoneità psicologica del personale dello Stato (magistrati, polizia,..); l'operato del settore sanitario; e così via... Insomma: Responsabilità individuale chiaramente individuabile a tutti i livelli. Questa è Democrazia realizzata

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