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Il puntino sulla i di McCain - risposta a Lambiase

10 Giugno 2008 alle 18:40

Non possso esimermi dal giocare a rispondere al lettore Andrea Lambiase, il quale ha snocciolato su Hyde Park una serie di dati su John McCain “rigorosamente tratti dal blog italiano dei suoi sostenitori”, e ne ha desunto l’opportunità di fondare “il primo club di Foglianti pro Obama”. Posto che l’iniziativa sarebbe meritoria, e nello spirito di questa elezione presidenziale “post-polarizzata” verrebbe immediatamente accolta con plauso e con una proposta di gemellaggio, debbo però precipitarmi a confutarne le ragioni – giusto perché ITALIAN BLOGS FOR MCCAIN (http://italianblogs4mccain.blogspot.com/ ) viene indicato come “fonte”. Non vedo nulla di particolarmente “poco fogliante” nel fatto che McCain sia divorziato dalla rpima moglie, e risposato. Capirei la critica se non si fosse mai sposato, o avesse preferito non avere figli: ne ha invece sette, di cui due di primo letto della prima moglie, da lui adottati, ed una adottata con la seconda moglie da un orfanotrofio di Madre Teresa in Bangladesh. Men che meno capisco l’antipatia per “l'attuale barbie tardonissima, assai chic, assai ricca, e assai poco amata”. Non so immaginare cosa spinga a definire “tardonissima” la deliziosa Cindy McCain, che sembra nata per fare la first lady. Di certo essa appare estremamente somigliante alla attuale first lady italiana (nonché principale editrice de Il Foglio. Per quanto riguarda il fatto che il mandato di un ipotetico presidente McCain inizierebbe a 72 anni, ricordo che Winston Churchill assunse la carica di Primo Ministro all’età di 76 anni, e rimase in carica sino a quando ne aveva ben 80 – e durante quel mandato guidò il Paese alla vittoria nella Seconda Guerra Mondiale; e che Golda Meir aveva 70 anni quando divenne il quarto primo ministro di Israele, restò in carica finchè fu 76enne, e in quegli anni vinse la guerra dello Yom Kippur; e che Reagan quando entrò in carica la prima volta aveva sì “solo” 69 anni, ma vi rimase fino a 77, e in quel periodo, dovendo gestire l’infelice eredità di Nixon e di Carter, tanto per non annoiarsi vinse la Guerra Fredda. Inoltre, Lambiase dichiara di non capire “dove possiamo marcare la differenza” tra la posizione di McCain sull’aborto e quella di Obama. Presto detto: McCain ha plaudito, mentre Obama ha esecrato, la sentenza con la quale nel 2007 la Corte Suprema, ha “salvato” la legge federale voluta da Bush che aveva vietato il “partial birth abortion”, la tecnica che serviva ad abortire “in extremis” aggirando il divieto di interrompere la gravidanza dopo il sesto mese senza motivi di salute. Inoltre, in un discorso tenuto alla Wake Forest University in North Carolina il 6 maggio 2008, McCain ha promesso che se diverrà presidente nominerà anche lui alla Corte Suprema giudici costituzionali "originalisti" come i due nominati da Bush, e si batterà contro l’ “attivismo giudiziario” dei giudici che usano le sentenze per legiferare senza mandato democratico (come accadde con la mitica sentenza “Roe contro Wade” che ha elevato negli USA la libertà di abortire al rango di diritto costituzionalmente garantito). Giusto per amore di precisione e di buona informazione. E in attesa di leggere un prosieguo in un – altrettanto fogliante - ITALIAN BLOGS FOR OBAMA!

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