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Endorsement for Obama

10 Giugno 2008 alle 16:31

Ho seguito con interesse e passione gli interventi su Hyde Park (il quartiere di Obama..nomen omen) a favore di McCain, è con ancora maggiore interesse quelli contro Obama: criptoislamismo di ritorno, inesperienza, fighetteria radical chic o gauche caviar, per i francofili, affettazione, ascella troppo in ordine anche in agosto, e altre amenità del genere. Ovviamente a noi foglianti, più che questi dettagli pop che invece dovrebbero incuriosirci, il dato che più ci disturba di Obama è il suo orientamento - neppure troppo ostenato, a dire la verità - "pro choice", e la sua schizzinosa distanza dalle nostre scelte e i nostri valori. Ma stanno realmente così le cose? Diamo un'occhiata a McCain, con dati rigorosamente tratti dai blog italiani dei suoi sostenitori: - McCain ha felicemente divorziato dalla prima moglie nell'86 e felicemente risposato con l'attuale barbie tardonissima, assai chic, assai ricca, e assai poco amata. - Il suo mandato inizierebbe a 72 anni, e sarebbe il presidente al primo mandato più anziano della storia - Ha dichiarato più di una volta che l'aborto legale in USA è un "male necessario" e "inevitabile" per impedire la piaga degli aborti clandestini. Nel che non c'è nulla di male, ma allora non capisco dove possiamo marcare la differenza tra la sua posizione e quella di Obama. - nell'estate del 2006 il Nostro veterano del Vietnam ha votato a favore del finanziamento federale della ricerca sulle cellule staminali embrionali, insieme ad altri 18 senatori repubblicani, e insieme ai senatori democratici. - e per gli amanti delle curiosità: è il successore al seggio senatoriale dell'Arizona di un altro celebre R.I.N.O., quel Barry Goldwater che si fece odiare da tre quarti dei repubblicani per le sue posizioni liberal, abortiste e scientiste. Se aggiungiamo che R.I.N.O. (Republican In Name Only) è uno degli epiteti che normalmente si sente rivolgere il Nostro, e che è nato in un paese della Panama statunitense che si chiama Coco Solo, come neanche in un film demenziale dei Monthy Pyton in versione tropicale, ce ne sta abbastanza per creare il primo club di Foglianti pro Obama. In fondo,se la realtà è vischiosa, doppia e inperscrutabile per entrambi i candidati, allora il sogno acquista una rilevanza che non avrebbe avuto altrimenti: e se il club foglianti pro Obama resterà con un solo iscritto, me ne farò comunque una ragione. Per darle, bisogna pure prenderle, si sa.

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