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Intercettazioni solo quando "assolutamente indispensabil" (così direbbe la norma)

9 Giugno 2008 alle 19:15

I media hanno soddisfatto, in questi anni, l’innato istinto voyeristico dell’italico paese, la morbosa curiosità del privato sbattuto nella piazza. L’irresistibile e provinciale desiderio di sbirciare nell’uscio altrui difficilmente potrà scomparire, però…suvvia accontentiamoci del “Grande Fratello” degli inciuci di Maria De Filippi, la giustizia è altra cosa. La riproduzione di telefonate a mezza stampa, di dialoghi privati che nulla riguardavano temi d’indagine, non è altro che l’espressione degradata e degradante della nostra società. Possiamo farne a meno? Sì, anzi dobbiamo. E’ necessario però un educazione in tal senso. Ben venga allora il limite berlusconiano. Limite che, a ben vedere, non sarebbe neppure stato necessario perché l’attuale normativa è un buon amalgama di efficacia e garanzie. Oggi il giudice dovrebbe autorizzare le intercettazioni su richiesta del pm solo quando vi siano gravi indizi e siano “assolutamente indispensabili” ai fini delle prosecuzione delle indagini. L’espressione “assolutamente indispensabile” non ritorna in nessun altro articolo del codice di procedura penale, a riprova del fatto che il legislatore voleva limitare l’uso di uno strumento particolarmente invasivo, considerandolo, infatti, una eccezione. Se la norma fosse stata applicata correttamente non ci sarebbe stato bisogno di alcun limite. Ma allo stato attuale delle cose, diversamente non si poteva fare. Restringendo la possibilità di effettuare intercettazioni a criminalità organizzata, mafia, camorra e il terrorismo, ovviamente si corre qualche rischio. Le intercettazioni possono, infatti, essere indispensabili per indagare su reati come le molestie che rischiano spesso di sconfinare in più gravi crimini, o come la pedofilia. All’Associazione Nazionale Magistrati converrebbe fare un “mea culpa” per le tante inutili e spettacolari intercettazioni e porre sul piatto osservazioni di merito. Fare sintesi è sempre meglio che guardare dal buco della serratura.

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