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Precisazione dopo il "ribellismo"

6 Giugno 2008 alle 12:25

Abbiamo plaudito alla fermezza del Presidente della Repubblica Napolitano, quando, coniando un neologismo come il "Ribellismo" ha condannato tutte quelle forme illecite locali popolari fomentate da organizzazioni ed amministrazioni di dubbio spessore civico e da detrattori dello Stato in servizio permanente effettivo..., ma con la stessa sincerità ci dissociamo dal fatto che lo stesso Presidente abbia avuto una forma di ripicca verbale con i "nordici" della Lega, in quanto si è scoperto che parte della "munnezza" partenopea contiene anche rimasugli tossici proveniente dal Nord. Tale sfogo, manifestato proprio "in casa" (a Napoli) potrebbe dare l'impressione che si voglia creare una valenza tendente a sminuire o distogliere lo sguardo dal territorio campano col fine di coinvolgere altri soggetti, facendo arrivare alla italica presa di posizione, secondo cui: tutti sono coinvolti e pertanto c'è del marciume in Italia e, quindi, nessun se ne dolga! E no! Abbiamo onorato con rispetto le varie denunce impostate con calore dal nostro Presidente, ma sviare il discorso, per dimostrare che il male non è solo a Napoli, questo non ha senso! Si sa benissimo che chi "pesca nel torbido" come la camorra, non vive se non ha connivenze ed appoggi: che poi questi siano al Nord od al Sud, non cambia assolutamente la matrice del problema. I delinquenti o gli affaristi o i compagni di merende sono e prosperano dovunque. Non è che tra i Nordisti vivano solo Santi: anzi, il dio-denaro richiama molti procacciatori d'affari settentrionali. Pertanto, specialmente in questo momento, non sarebbe stato opportuno effettuare differenziazioni o colpevolizzazioni con caratteristiche regionali, ma da Presdente di tutti gli italiani, avrebbe dovuto parlare, più opportunamente solo di Italiani colpevoli che agiscono in Campania.

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