cerca

Ribellismo Partenopeo

3 Giugno 2008 alle 07:53

L'asprezza dei toni e la crudezza sintetica, priva di giri di parole e di metafore politichesi, sono quelle giuste che ci volevano per evidenziare la cronicità dell' assenza dello Stato a tutti i livelli che, purtroppo, in questi ultimi anni, si è cristallizzata, producendo una sensazione di un "nulla politico" assoluto. Si può affermare che l'assenza dello Stato è l'arma più pericolosa in mano a gruppi organizzati mafiosi, terroristici, ideologicamente estremisti, financo alla piccola micro criminalità di strada, questa, molte volte più fastidiosa e sentita dal cittadino medio. Quando il nostro Presidente Napolitano afferma che oggi assistiamo al "...crescere di fenomeni di intolleranza e violenza di qualsiasi specie, violenza contro la sicurezza dei cittadini, le loro vite ed i loro beni, violenza contro lo straniero, intolleranza e violenza politica, insofferenza e ribellismo verso legittime decisioni dello Stato democratico"... fa un attento, succinto compendio dell'attuale dramma italiano. Sottoilineo che, mentre le prime affermazioni erano d'uopo, in quanto girate a 360 gradi sulla popolazione tutta (stanziale e di passaggio), l'ultima viene definita con un neologismo "ribellismo", che astutamente indica, non una manifestazione popolare "forte" , assolutamente lecita specialmente per gli ambienti di sinistra, ma una forma di lotta che si autogiustifica nell'espletamento della ribellione fine a sé stessa, sic et simpliciter. Credo che questo vocabolo sarà codificato nella prossima edizione della Treccani, in quanto nella finezza del linguaggio italiano c'è un'abilità di derivazione orientale di cogliere le sofisticate differenze giuridiche e sancirle. "Ribellismo": non so se sia un'espressione spontanea del Capo dello Stato, o di un'accurata scelta di acutezza partenopea, per identificare uno stato turbolento di disagio, ma riesce, senza intaccare od entrare nel merito politico delle varie istanze, (non permesso al Presidente) a condannare la moda del "NO a tutto" che, d'altronde, come ha dimostrato l'esito del compassato governo, è stata causa del proprio mal. L'astrattismo esasperato artistico e soprattutto filosofico-politico è sempre, costantemente incompreso dalla gran maggioranza della gente-normale, essendo solo una manifestazione autoritaria e parziale frutto di una visione egocentrica. Per questa sua primizia lessicale, grazie Presidente.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi