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Perdono o vendetta?

30 Maggio 2008 alle 18:25

Ha perdonato? Sempre più spesso vediamo i giornalisti, a corto di parole, rivolgersi alle vittime di un misfatto con la domanda ipocrita: Ha perdonato? E finiamola! Come si fa a chiedere ad una madre cui hanno ucciso un figlio, se ha perdonato! Come si può perdonare chi ti ha sradicato dal profondo del cuore un pezzo della tua vita? Non può essere un sentimento umano, men che meno cristiano o maomettano o ebraico! L’unico sentimento umano comprensibile in questi casi è la vendetta, che viene sublimata nella richiesta di una pena esemplare inflitta dalla Giustizia dello stato! Sentimento umano e perciò comprensibile, ma che è destinato a provocare maggior frustrazione! Tuo figlio non te lo restituisce la soddisfazione momentanea di vedere ai ferri l’assassino. E’ la società tutta che invece ha il primario interesse a recludere il più a lungo possibile un potenziale assassino. Siamo noi componenti della società, che ci dobbiamo porre la domanda: possiamo permetterci di perdonare? Smettiamola di chiedere alle vittime un falso sentimento di perdono! Quando la vittima chiede giustizia, sta solo chiedendo vendetta: è così sin dai tempi della fine del buon selvaggio. E’ la suprema delega allo stato della soddisfazione dei desideri del singolo: Fammi vendetta tu, sennò ci penso io!

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