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Lezione pratica sul pensiero di un grande autore

30 Maggio 2008 alle 17:00

Recentemente, un testo di Von Hayek mi rendeva edotto dell'importanza del governo della legge, condannando quelle dottrine che, in base a principi di vario genere, ma tutti più o meno gravitanti attorno all'equivoco solidarista, guardano con favore alla norma ed all’intervento amministrativi come fonte primaria di regolamentazione dei rapporti tra gli umani (da quell’ignorante che sono, spero di non avere storpiato troppo il messagio di quel pensatore). Durante la lettura, però, mi smarrivo in quello che percepivo come un eccessivo onere di astrazione. Trovavo difficoltà ad adattare ad esso le mie povere categorie avvezze ad altro. Quasi una carenza di ossigeno dovuta ad una quota estranea, eccessiva. E me ne dispiacevo. Poi, inaspettato, il miracolo. Ieri, un controllore FS mi ha correttamente sanzionato per mancanza di supplemento (testa per aria, sono salito sul treno sbagliato). Immediatamente prima, però, lo stesso aveva gentilmente chiesto ad una viaggiatrice munita di biglietto di seconda classe di spostarsi dalla prima, dove stava viaggiando ormai da parecchio tempo (questa è ormai prassi consolidata per una buona fetta di clienti di Trenitalia). Interrogato su questa piccola discriminazione, l'impiegato ha, con cortesia, risposto che lui fa così. Il miracolo, dicevo. Un intervento amministrativo fatto su misura per puro scopo solidaristico si materializzava davanti ai miei occhi. Ed io ero lì. Folgorato da profonda riconoscenza per quell’uomo che mi offriva questa inaspettata chiave di accesso al pensiero di Von Hayek. Il fatto che quell’autore ponesse il dilagare di queste pratiche in pericolosa correlazione con il progressivo indebolirsi dello Stato di Diritto mi è venuto in mente dopo. Il viaggio era già finito ed io stavo lasciando la stazione.

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