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Siamo uomini o caporali?

29 Maggio 2008 alle 11:30

Il legislatore ha concesso il diritto di voto a 18 anni, ed, inoltre, ha stabilito che, a partire da tale età, si è pienamente responsabili sia civilmente che penalmente. Assumendo che non abbia voluto concedere il diritto di voto (atto fondamentale e di massima responasbilità in qualsiasi democrazia)ed attribuire piena responsabiltà a dei ragazzi, immaturi per definizione, ne consegue che a 18 anni si diventa uomini o donne, o visto i tempi che corrono, una via di mezzo tra i due. Invece sembra che non sia così. Ascoltando radio/telegiornali o leggendo i quotidiani si scopre che il disgraziato di 33 anni che, a Roma, ha ammazzato con l'auto i due giovani in motorino, viene è "un ragazzo" così come "ragazzi" sono stati definiti alcuni studenti di 28 anni o più (ancor studente a 28 anni ?!?) partecipanti alla rissa all'Università di Roma. Mi limito a questi due esempi, che non sono l'eccezione ma la regola. Debbo assumere che i vari giornalisti non definiscano, per propria semplice idiozia, ragazzi (o bamboccioni) persone di 30 anni ma, che, per il mestiere che fanno, abbiano il polso del comune sentire della nostra società migliore del mio e che tale sentire porti a definire uomo o donna solo persone dai 40 in sù. Ne consegue che, non volendo che la vita mia, dei miei familiari ed in generale del Paese, venga condizionata o addirittura stravolta da dei ragazzi, propongo di lanciare un referendum che limiti il diritto di voto ai quarantenni o alle persone di età tale da meritarsi la definizione di uomo o donna da parte dei nostri insuperabili giornalisti.

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