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Voci lontane della città muta

28 Maggio 2008 alle 14:30

Noi fummo. C’era un tempo, non troppo lontano, alla Riviera di Chiaia: si sentiva la sera il respiro costante della risacca e l’odore del mare, ed il lattaio scendeva dal Vomero con il suo asino; i genitori andavano alla prima del San Carlo e le nonne restavano a farci compagnia, a leggerci le storie o inventarle. Nelle stanze c’erano i libri e la carne si mangiava due volte a settimana. Nelle case di Napoli ci si riuniva, si parlava, talora si cantava, i piccoli fino ad una certa ora, i grandi più tardi, ma non troppo. Era bella, Napoli. Uscita non troppo ammaccata dalla guerra conservava intatta la sua memoria e la sua fierezza. Ora sono scomparsi i libri, le nonne e l’odore del mare. La città, divorata a morsi sotto gli occhi distratti, se non complici dei suoi figli indolenti, smarrì il ricordo di se stessa. Ci sono molte ”spazzature” a Napoli; ma quella ideologica è la peggiore perchè ha sepolto forse per sempre, la capacità di pensare, di ricordare, di reagire. L’ideologia, oscurando la memoria ha ucciso la bellezza. Noi non siamo solo muti, siamo ciechi: non vediamo i monumenti sfregiati, le chiese murate le statue mutilate, le supposte giganti sistemate dove erano le magnifiche cancellate in ferro battuto della Villa Reale, i sepolcri della via Campana, cari a Majuri, spariti sotto palazzacci immondi. A furia di raccontare a noi stessi che eravamo diversi, creativi, originali ci siamo lasciati affogare e appiattire nell’entropia del “politicamente corretto”, del conformismo più ottuso. Ci serve, prima d’un etica, un’estetica della politica e del costume. Fra qualche tempo la famigerata “monnezza” sparirà dalle strade. Per le altre “spazzature” non esiste nè un ministero nè un commissario; esiste la nostra coscienza mutilata che deve riattarsi alla vita civile. Occorre che nelle nostre contrade ritorni il soffio della poesia, che la bellezza sia il centro dove puntare il compasso per progettare il nostro futuro ritrovando il nostro passato. Ci vuole un poeta. Anche per Napoli: amore e buonumore.

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