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La benevola sindrome di George (W. Bush)

28 Maggio 2008 alle 10:31

Ho notato che, spesso, i presidenti americani e lei esimio direttore, noto esperto di fatti a stelle e striscie, credo potrà confermarlo, nel loro secondo mandato fanno in modo di restare nella storia, con variegati risultati. Il rampollo della famiglia texana dei petrolieri, sta facendo il possibile. Forse erano già abbondantemente sufficenti le scelte fatte nel primo mandato, a mio parere, ma il mio focus non è questo. L'intelligentissimo, e ciò è innegabile, cavaliere nostrano, si sta seriamente impegnando a fare (diversamente, per fortuna) bene, con l'identico obiettivo: restare nella storia. Lasciare una traccia di sé e del proprio operato. Che poi è realmente una pulsione condivisibile. Credo che questo atteggiamento, poi convertito a forzati comportamenti e relative scelte, sarà un bene per il nostro Paese e per la politica stessa. Mi costa ammetterlo, ma, in quanto onesto osservatore, nel mio piccolo, pare la odierna realtà berlusconiana.

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