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Impressioni su Napoli di un settentrionale

28 Maggio 2008 alle 18:20

Giuliano Ferrara chiede alla classe intellettuale di Napoli di farsi sentire. Martedì sul Foglio un articolo denuncia la condizione di degrado della stessa Napoli e dei suoi abitanti ostaggio della camorra, di speculazioni edilizie e di politici senza scrupoli. Sono un "settentrionale" (oriundo e non emigrato/immigrato), sono stato a Napoli solo due volte e solo da turista, parlo quindi con poca conoscenza della situazione. Non voglio però accodarmi al solito coro sulla "eccezione napoletana" che cancella le magagne con la simpatia e l'inventiva del napoletano sfacciato. Per me Napoli è una città che non si ama, una città in cui le persone, anche povere, non hanno dignità. Una città con palazzi belli, antichi, importanti eppure fatiscenti, sporchi, tappezzati di scritte indecenti o manifesti, incapace di dare una benchè minima forma alla parola "decoro". Una mia vecchia fiamma, napoletana, prendeva in giro la mia indole pseudo-leghista dicendomi che "mentre noi tempo fa vestivamo di seta, voi pascolavate le pecore". Sarà anche stato vero, ma la condizione attuale mi pare essere profondamente diversa. Continuare a cullarsi sugli allori di un tempo che fu mi pare un atteggiamento sbagliato e controproducente. Un vittimismo che anziché contribuire a generare solidarietà e voglia di aiutare Napoli da questa situazione, alla lunga fa pensare "arrangiatevi".

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