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Su Napoli

27 Maggio 2008 alle 19:00

Condivido in pieno l'analisi del direttore sullo sfascio morale e materiale della città. Credo altresì che il suo appello "C'è un napoletano, un camorrista, un capopopolo, ecc." sia destinato inesorabilmente a cadere nel vuoto. No, non c'è nessuno in grado di levare un grido che abbia una eco di rinascita. E' andata così, non c'è speranza. Forse è la volta che noi napoletanismettiamo i panni dei furbi, dei canzonatori, dei piagnucoloni, e avendo toccato il fondo, piano piano tentiamo di risalire la china. Speriamo. Io, per parte mia non sono ottimista.

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