cerca

Le vecchie abitudini non si scordano mai

27 Maggio 2008 alle 12:02

Da qualche giorno sui giornali non leggo altro che di pericolo xenofobo, di clima di intolleranza, di fascismo strisciante. Pochi episodi di cronaca, comunque significativi, sono stati utilizzati per spiegare come l'Italia sia assediata da piccolo borghesi frustrati dai rivolgimenti sociali prodotti dalla globalizzazione, impauriti dal "diverso" sia esso lo zingaro, lo straniero in genere o il gay, che hanno sedimentato una forte propensione a farsi giustizia da sé, diventando i nuovi sceriffi del secolo XXI. Questi piccoli e numerosi giustizieri della notte secondo alcuni giornali, sarebbero i veri artefici della vittoria del centrodestra alle elezioni. Quindi con qualche settimana di campagna giornalistica si fa piazza pulita di tutte le ipotesi, i ragionamenti, le responsabilità che all'indomani della sconfitta elettorale hanno tenuto banco a sinistra. Non serve più ricercare un più forte radicamento territoriale in territori che sarebbero popolati da piccoli xenofobi, o peggio razzisti, che non baderebbero altro che al loro portafoglio; l'ordine pubblico e la sicurezza non sarebbero più un problema, visto che "realmente" non esisterebbe alcun problema di sicurezza, e le paure sarebbero solo il frutto di istinti primordiali solleticati dalla propaganda xenofoba. L'aspetto più sconcertante della vicenda non è che i giornali di sinistra, di quella sinistra che non è entrata neppure in Parlamento (il Manifesto, Liberazione, L'Unità..) scrivano editoriali e titoli a caratteri cubitali sul "nuovo fascismo".., ma che a questi si siano aggiunti, con poco imbarazzo a quanto si vede, molti di quei giornalisti che sembravano appoggiare il tentativo di ricercare soluzioni concrete ai disagi dei cittadini, anche alle loro paure, se necessario. I vari Il Riformista, Europa... sembrano aver abbandonato questa linea, gridano al razzismo per fatti che, comunque intollerabili e da perseguire con durezza, sono accaduti anche due anni fa senza che nessuno, neppure a sinistra, abbia mai gridato al nuovo fascismo. I campi rom sono stati bruciati anche nelle Marche, in occasione di quel bruttissimo incidente stradale nel quale un rom, ubriaco, ha ammazzato quattro ragazzi. I raid punitivi a Roma hanno precedenti "illustri", come quando, sempre due anni fa, decine di persone hanno distrutto un bar frequentato da rumeni. All'epoca non si fece alcun accenno al razzismo ne tanto meno al fascismo. Oggi sì, e la motivazione secondo cui ciò avviene perchè c'è al governo il centrodestra è semplicistica e fuorviante. Infatti è addirittura peggio. Questa campagna culturale, prima ancora che politica, non intende delegittimare il governo di centrodestra, che solo in pochi casi è stato indicato come il responsabile (diretto o indiretto), ma intende colpire direttamente i suoi elettori, derubricandoli a soggetti meschini in preda ad istinti bestiali, così implicitamente delegittimando la stessa vittoria elettorale. Questa sembra essere anche la morte (nella culla!) del "partito a vocazione maggioritaria", che dopo poche settimane di imbarazzata opposizione british si ritrova sempre più spaesato, posto fra l'incudine del risultato elettorale e il martello dell'efficienza e del decisionismo dimostrati dal nuovo governo. Forse a sinistra non hanno ancora capito che risposte così semplicistiche, come quelle degli ultimi giorni, sono si più facili, ma non portano da nessuna parte. Infatti non credo che questa campagna possa favorire lo sfondamento al centro del PD, anzi, tutto il contrario. Non so se questo repentino mutamento di rotta da parte del PD sia inconsapevole, o se frutto di nuovi assetti interni che si starebbero ricostituendo in maniera più favorevole a D'Alema. Mi auguro quindi che ciò sia un piccolo incidente di percorso, e che la sinistra inizi a dare risposte concrete, invece di continuare a resuscitare vecchi fantasmi del passato.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi