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La vergogna è un sentimento troppo nobile

27 Maggio 2008 alle 14:10

La Vergogna è un sentimento troppo nobile e consapevole per i napoletani di questo tempo. Lei si chiede come sia possibile che non si distingua un solo politico, intellettuale, imprenditore o chi per lui, in grado di emergere dal mare di mediocrità indicando la giusta via. Forse perché per decenni i napoletani si sono preoccupati di salvaguardare solo il proprio piccolo tornaconto; forse perché gli intellettuali di questa città sono i principali responsabili del profondo degrado morale e civile presentandosi come squallidi cortigiani del governante di turno, beandosi delle piccole o grandi concessioni di cui hanno goduto. Lei si dovrebbe chiedere com'è possibile che dinanzi ad un'amministrazione comunale allucinante i cittadini, due anni orsono, corsero a riconfermare la propria fiducia all'artefice di quello stato di abbandono. Basta guardarsi in giro: le vie del centro, rifatte sei mesi fa sono dei colabrodi; i cantieri aperti un anno fa per rifare i marciapiede sono abbandonati al proprio destino, col risultato che la strada si è ristretta; si piantano fiori che non verranno mai annaffiati; i vigili urbani lasciano che le corsie preferenziali siano liberamente invase dalle auto non autorizzate, preoccupandosi piuttosto di fermare il sottoscritto che provava a fotografare questo scempio, perché non autorizzato dal comando centrale della polizia municipale; i marciapiede sono corsie preferenziali per i motociclisti, e per fortuna non esistono piste ciclabili. A Napoli cadono lampioni, le campane per la raccolta differenziata sono dei separé per l'espletamento dei bisogni fisiologici dei passanti e potrei continuare all'infinito annoiandola tremendamente. Preferisco fermarmi qui, ma non si stupisca per l'emergenza rifiuti: è solo la degna rappresentazione della nostra società.

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