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Prima la ramazza e (non necessariamente) il randello

26 Maggio 2008 alle 19:15

Napoli. Sgradevole e melodica. Tragica e promettente. Filosofa ed affabulatrice. La monnezza come definitiva e sofferta e grandiosa rappresentazione dell'animus loci che si contorce attorno alla propria ferita purulenta e millenaria. Suicidio di crisalide deforme che si è nutrita, orrido pasto incestuoso, della farfalla che avrebbe potuto essere e nella quale ora non potrà più vivere. Fantastico. Potremo parlarne a lungo e sarà bellissimo. Però, adesso, portiamo via quei sacchetti. Magari anche con qualche randellata.

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