cerca

Governo che governa

24 Maggio 2008 alle 11:10

Francamente avevo perso la sensazione dello "Stato". Sono bastati quasi due anni per farci dimenticare cosa volesse dire governare, decidere, assumersi le responsabilità di quanto asserito. Per ora sono solo dichiarazioni d'intenti, s'intende, ma almeno le parole le abbiamo sentite veramente. Senza entrare nel merito se quanto programmato sia valido,oppure deleterio al paese, sentir dire senza fraintendimenti, senza mezze parole, giri di frasi iperboliche: L'ICI è abolita. Il ponte si farà. L'energia Nucleare tornerà nelle Centrali. Saranno fuori legge coloro i quali non abbiano documenti idonei a stare in Italia. Chi effettua blocchi va in galera.... ci ha lasciati senza parole, ci ha inebriato per iperossigenazione, ci ha impasticcato con metedrina, in quanto, per la prima volta dopo tanto tempo, abbiamo compreso tutto quanto asserito da un politicante. Ma vi ricordate le bofonchiate: beh... boh... bah... siamo seri! Alla via così. Non eravamo più abituati a sentire un Governo che governa. Poi, può succedere pure qualche imprevisto, ma almeno si è partiti col piede giusto, a fronte di chi non è mai partito, anzi è addirittura tornato indietro. Abbiamo persino sentito Bassolino "ridens" che ha sbottato contro i suoi ex-compagni i quali gli hanno messo i bastoni tra le gambe (rideva perché si è accorto di averla sparata grossa). Come ha sbottato la Jervolino, come Di Pietro che hanno imitato il primo sbottatore Veltroni. Ma mi domando: ma perché tutta questa gente, invece di prendersela, ora, con l'ineffabile "ombra" di Prodi, non lo hanno contestato allora in vita? Fra poco tutti diventeranno filo berlusconiani... perché hanno trovato lo stratagemma di dire che il Cavaliere, finalmente, si è trasformato in uomo pacato, logico, non maleducato e non più strafottente. Ma possibile che chi non è stato di sinistra è sempre quello che ha sempre sbagliato? Prendiamo un revisore del passato, come del sessantotto, per esempio: il cantante De Gregori, del quale movimento non si riconosce più, insegnandoci che è un'epoca da condannare. E noi che abbiamo contestato il sessantotto nel sessantotto siamo eternamente involuti anche oggi che dobbiamo sorbire gli insegnamenti contro il sessantotto? (E dire che ero anche sindacalista nel '68)

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi