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Gomorra

24 Maggio 2008 alle 14:30

Il film tratto dal best-seller di Roberto Saviano è un ritratto tristemente reale dei mali di cui è infestata una parte del nostro meridione: il regista Garrone, con l'uso della "lingua originale" (il dialetto) sottotitolata, riesce a proporre a chi guarda il film uno "spettacolo" così reale che sembra di essere lì a vederlo dal vivo, sembra una rappresentazione teatrale più che un film. Credibile in ogni suo particolare, dall'abbigliamento dei giovani di Scampia alla colonna sonora dei cantanti "neomelodici", "Gomorra" è un pugno nello stomaco ben assestato, che lascia abbattuti, impotenti, senza energie. Un vero capolavoro. Speriamo che i giurati di Cannes se ne accorgano: io non ne posso più di riconoscimenti cinematografici dati talvolta a film prolissi e noiosi che non vede nessuno e che servono soltanto all'autocompiacimento della giuria ("Noi siamo colti e il pubblico beota non capisce niente!).

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