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Sull'appello dei neonatologi

23 Maggio 2008 alle 17:10

L'appello dei neonatologi contiene motivazioni sacrosante. C'è però l'utilizzo del termine "feto" che a mio avviso andrebbe sostituito con "bambino", sempre. La disumanizzazione dell'aborto passa anche per la scelta precisa di una terminologia asettica, che nega la vita. Non è certo il caso degli autori di questo appello, per carità, ma solamente credo che debbano agire anche in questo senso. Dire che il feto può avere la tal sindrome equivale a definire che un certo prodotto è potenzialmente difettoso, ma dire che tuo figlio (o il bambino) forse ha una certa malattia ha un diverso impatto. Quando sento parlare di utilizzi di "embrioni umani" per esperimenti scientifici, spesso i più abberranti, mi vengono i brividi: come è possibile tanta scienza e un così grande ostentamento di mala fede? Perché tutti sanno che cos'è in realtà un embrione, solo che non lo dicono, occorre nascondere, fare finta che sia altro, che abbiamo a che fare con delle cose da usare e manipolare a nostro piacere. Il ritorno dell'eugenetica non è proprio un ritorno, ma piuttosto il punto di arrivo di un progetto di manipolazione della vita che fino ad ora non aveva a disposizione tutti quegli strumenti che adesso gli permettono di tornare alla ribalta e di cercare nuovi adepti. Un demiurgo ancora più spietato, senza regole e determinato degli aspiranti del passato, da combattere su ogni fronte.

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