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Contro la detassazione degli straordinari

20 Maggio 2008 alle 11:58

C'è del marcio in Danimarca, recentemente tutti ma proprio tutti dai politici (destra, centro e sinistra), agli imprenditori (grandi e piccoli) fino alle parti sociali (i cd sindacati) e non da ultimo i lavoratori non fanno che lodare apertamente l'idea, a mio avviso poco lungimirante, della detassazione degli straordinari come cosa buona e giusta, la panacea alla dimunuzione del costo del lavoro, la base per il rilancio delle imprese e da ultimo dell'economia con il vissero tutti felici e contenti prima della parola FINE. La considero una favola e per questo mi dichiaro fin da subito contrario e cercherò di spiegare le ragioni della mia contrarietà. Analizziamo l'etimologia della parola "straordinario", in pratica vogliamo detassare una voce del costo del lavoro che per sua stessa natura non dovrebbe esserci in quanto "straordinaria" o per lo meno limitarsi all'eccezionalità di una situazione richiesta da particolari fasi di espanzione dell'economia. Qui invece si da per scontato che sia una regola lo stare in fabbrica o in ufficio più del necessario o meglio più dell'ordinario. Quali effetti produrrebbe l'approvazione di una simile misura? Il minor costo dello straordinario in termini di oneri produrrebbe nel breve, e ripeto nel breve, una diminuzione del costo del lavoro (a parità di volumi di straordinari) ma sarebbe alquanto prevedibile che nel medio periodo ci sarebbe una corsa allo "straordinario" con un altrettanto prevedibile aprirsi di un circolo vizioso che determinerebbe un aumento degli straordinari tout court e in modo indiscriminato cono non pochi riflessi negativi su tutti coloro che oggi stanno strappandosi le vesti invocandolo a gran voce. Oggi tutti lo vogliono: i lavoratori sono piú felici, la loro busta paga vedrebbe aumentare il valore netto ma come si sa in Italia un'ora in piú di lavoro non necessaria per pagarsi l'abbonamento a SKY o una pizza con la famiglia ogni tanto qualcuno ce la mette dentro (giá succede ora), ci si fermerebbe in ufficio più del necessario o si rallenterebbero i processi produttivi per rendere necessarie più ore straordinarie con effetti a cascata sull'aumento globale del costo di produzione perché più ore significano anche piú costi derivanti da consumo di energia perché in ufficio mica si può stare con pc e luci spente o in fabbrica mica si può lavorare al buio. Le aziende per le quali si prevedono a costi minori della singola ora straordinaria un incremento assoluto del numero di ore straordinarie dovranno inventarsi regole per gestirne l'utilizzo, più burocrazia, e nuove negoziazioni sindacali per definire tetti massimi al grido di "straordinari per tutti". Le aziende che saranno piú abili utilizzeranno lo straordinario per evitare nuove assunzioni secondo la logica 2 persone possono lavorare di piú (a costi minori) rispetto a 3...quindi perché assumerne una terza? che mi genererebbe costi di struttura maggiori (utilizzo degli impianti, assicurazioni, burocrazia, lamentele, ecc), oppure utilizzeranno lo straordinario, come giá avviene in parte oggi, come strumento di incentivazione alternativa, ai più bravi lo lascio fare e glielo pago ai meno bravi meno stanno in ufficio meglio è (ricordiamoci che i meno bravi tenteranno di fare più straordinari per arrotondare). Le parti sociali avrebbero uno strumento in piú per cui negoziare nuovi regolamenti e per proteggere chi non ne potrà fare chiedendone ovviamente la concessione. Senza parlare dei costi sociali derivanti dallo stare in ufficio o in fabbrica piú del necessario, meno tempo libero (ma con piú soldi in tasca da spendere non importa se poi non si havrá il tempo per spenderli), meno attenzione alla famiglia e ai figli ("non piangere papà o mamma tornano due ore più tardi tutte le sere per lavorare di piú e per poterti comprare la play station così ti farà compagnia quando sei solo...", ecc. ecc. ecc.). Non voglio dilungarmi oltre ma invece che detassare elementi "strutturali" del costo del lavoro che favorirebbero in modo efficiente e duraturo l'economia e le imprese incentivando le aziende (private e pubbliche) ad assumere risorse nuove e giovani (magari anche piú qualificate) si sta, in modo miope, puntando su un elemento che intrinsecamente ha nel suo stesso nome la sua spiegazione "straordinario" e per tanto non ordinario.

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