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Morti sul lavoro

16 Maggio 2008 alle 11:01

Non vorrei sembrasse una bestialità; ma avendo svolto attività lavorative molto pericolose sui cantieri edili, specie se si considera l'epoca degli anni '70, con ponteggi che seppur previsti, trovarli in regola era un miraggio; attrezzi lavorativi che a guardare oggi sanno tanto di clava da “antenati” e molto altro; quando ascolto di tutti questi incidenti sul lavoro oggi resto allibito. Perché? Logica vorrebbe che il numero diminuisse con la crescita dei sistemi di sicurezza di oggi, invece a me sembra che la situazione si sia aggravata (a meno che tutta questa messa in evidenza non abbia come scopo qualche altra assicurazione obbligatoria o cose simili). Un sospetto: può entrarci qualcosa l’uso sconsiderato di stupefacenti dei nostri tempi? Mi spiego meglio: in caso di incidente se rendessimo obbligatorio il controllo ematico a tutti i coinvolti? Cioè non solo quelli che hanno subito un danno, ma i vicini di lavoro o, nel caso di rottura di mezzo meccanico-elettronico anche quelli del turno precedente. Spero di cuore di sbagliarmi. Però meditare su questo non sarebbe male, ve lo dice uno (come tanti altri) che ha lavorato in condizioni di pericolo estremo ma è ancora qua (insieme a quegli altri di cui prima).

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