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L'anima è una cosa, il destino (speriamo) un'altra

15 Maggio 2008 alle 17:53

L'anima della sinistra è atea, la sua storia ce lo insegna. Non dobbiamo confondere il cattolicesimo con l’azione sociale, che, pur lodevole, è solo l’aspetto più concreto del cattolicesimo, una conseguenza di esso: la vita interiore con Cristo tradotta in azione verso gli altri, semplificando molto. Alla sinistra manca la prima parte, quella interiore, spirituale, senza la quale anche l’azione sociale cambia segno. Parte da altri presupposti, squisitamente pragmatici, economici e corre parallela. Di conseguenza l’aborto e il divorzio non sono errori di valutazione, ma obiettivi perseguiti nel pieno rispetto dell’ideologia di base. La teoria socialista su cui si fonda l’ideologia di sinistra è solo apparentemente “evangelica”, in realtà è l’esatto contrario della predicazione cristiana sull’uguaglianza fra gli uomini, sul “mettere in comune i beni” proprio delle prime comunità di discepoli: dove quest’ultima esalta l’uomo, ogni uomo, quale immagine del suo creatore e perciò importante di per sé, la prima appiattisce e spersonalizza il singolo in un circuito economico dove conta quanto minuscolo ingranaggio fra tanti. La carità cristiana verso l’altro, il povero, è Amore, è proiezione verticale verso Dio; l’azione solidale del socialismo è prettamente orizzontale, ha come fine il benessere materiale qui e ora nell’ottica della pacificazione delle forze sociali. Non so se il destino della sinistra sarà quello di un incontro con il cattolicesimo, di certo è auspicabile, ma, in tal caso, dovrà ripartire da premesse completamente diverse e abbandonare false verità.

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