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L'anima e il destino della sinistra sono cattolici

15 Maggio 2008 alle 11:15

Cercando di contribuire all’articolo, tra l’altro molto bello, di Nicoletta Tiliacos sul pensiero di Vito Mancuso mi permetto di dire che la sinistra, certamente antipapista, e soprattutto antiratzingeriana, ma sostanzialmente più cattolica della destra in quanto più solidale e meno legata al profitto del singolo, per due errori non degli anni settanta, bensì continuati dagli anni ottanta ad oggi, cioè la sottovalutazione dell’aborto (eliminando di fatto l’ “altro”) e del divorzio (che se non ha disintegrato la famiglia, ha tentato di farlo, mandando allo sbando generazioni di bambini/giovani), si è convertita all’individualismo darwiniano, più vicino alla destra. Ora, se si somma a questi due errori di valutazione (il primo, l’aborto, a dir poco macroscopico), l’altro difetto congenito e cioè il non ammettere l’errore commesso, l’individualismo darwiniano, dovendo cercare il “nemico” non ha potuto che produrre l’anticattolicesimo. L’anima della sinistra è però il cattolicesimo, si è solo dis-animata, dis-umanizzandosi. Così facendo si è persa. Io però non ho perso la speranza. Credo che il futuro, anzi il destino della sinistra preveda l’avvicinamento al cattolicesimo, quello di Ratzinger però; la strada sarà in salita e durissima, ma ne varrà la pena, ciò comporterà studio, dibattito, approfondimento, critica al pensiero ratzingeriano, con il quale la sinistra dovrà fare i conti per tornare in sé, necessariamente con un mea-culpa. Solo così troverà la strada maestra.

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