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Il discorso del Cav. / Lo statista ritrovato

14 Maggio 2008 alle 11:45

Non so se ci sia da ridere o da piangere, sono 14 anni (dal 1994) che Repubblica perseguita e dileggia il "venditore di tappeti", l'imbonitore di Arcore, il barzellettiere già editore di Montanelli quando il maestro Indro gli commissionò la quadratura dei conti del Giornale in rosso profondo, e solo il 13 maggio del 2008, questi di Repubblica, s'accorgono dello statista che allignava in copore vili: è uno scherzo? Sì, anche Churchill era un quidam de populo prima della promessa sanguinaria fatta ai sudditi di Sua Maestà Britannica, ll tempo lo consacrò grande ma anche grande sconfitto da un ombra che si chiamava Clement Attlee. Adesso che facciamo? per un discorsetto, letto, di 20 minuti, misurato e calmo nelle premesse e promesse, Berlusconi assurge nell'olimpo degli statisti? Ma allora, ci sono o ci fanno? Oddio, per noi missionari di fede, Berlusconiani cecati, non c'era bisogno della scoperta di Giannini: per noi il Cavaliere era già lo statista più alto della compagine europea, anche quando faceva le corna sul capo del collega europeo. Adesso non facciamo però, che poiché la munnezza napoletana non se la potrà portare ad Arcore (resterà a Napoli usque ad finem), lo ributteranno nella polvere come il Corso che cadde, risorse e giacque.

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