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Redditi on line

10 Maggio 2008 alle 11:40

Penso che ragionando pacatamente, non da tifosi politici si potrebbe convenire che in un paese normale la pubblicazione via Web dei redditi degli italiani potrebbe non scandalizzare ne violare la vita privata di ciascuno di noi. Ma se si pensa a tutte le nefandzze che vengono compiute appena qualcuno entra in possesso di dati privati altrui allora penso proprio che un pò di cautela non guasti. Inoltre occorre tener presente che la pubblicazione dei soli redditi personali dichiarati non indichi un dato certo di guadagno .Ritengo che prima di cimentarsi in iniziative del genere qualche spiegazione, da parte dell'Amministrazione finanziaria nei confronti di tuttti i cittadini vada necessariamente data. Oltre ad essere un atto civile ed autenticamente liberale, tale spiegazioneole, rappresenterebbe un modo per far comprendere meglio a tutti i meccanismi che portano a definire il reddito e la sua tassazione. Certamente lo stato si presenterebbe con un volto meno canaglia e farebbe opera meritoria nei confronti di tutti i suoi contribuenti. Ingenerare paura, pressapochismo ,permettere che si facciano liste dei buoni e dei cattivi secondo le proprie convenienze non credo sia un buon esercizio per la convivenza e per il rispetto delle leggi dello Stato. Forse,se proprio si vuole essere zelanti sarebbe più opportuno cominciare a pubblicare le liste di chi non dichiara nulla e spiegare anche che se ti tassano fino a soffocarti è giusto abbassare le tasse. Se si vogliono cittadini trasparenti occorre uno stato trasparente e non vessatorio. Si riformi la tassazione e poi si pubblichino pure le liste e si colpisca duro. Ma forse a quel punto non ci sarà nemmeno più bisogno di pubblicazioni e di liste secondo le proprie convenienze.

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