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Rocca detta la linea

8 Maggio 2008 alle 07:20

Un bel pezzo di colore, ben scritto, non c'è che dire. L'analisi politica non è affatto condivisibile, ma questo è un altro discorso. Quanto al programma e ai compagni di viaggio, lasciamo perdere. Il pezzo è assai stimolante (pure troppo!), mi limito perciò ad alcune osservazioni. 1) Di Pietro: il 60% degli elettori del PD voterebbe IdV come secondo partito. Ci sono evidentemente sensibilità radicate e condivise nei due elettorati: il discorso sarebbe troppo lungo. Lungi dall'essere contro natura, l'alleanza è voluta dagli elettori; Rocca se ne faccia una ragione. 2) Da un lato Rocca preme per un rafforzamento dell'identità del PD, suggerendo la marginalizzazione e/o l'allontanamento delle componenti eterodosse; dall'altro, propone il coagularsi di questa identità su alcune idee-chiave (ad es. la flat tax) che non sono e non saranno mai nello strumentario culturale della sinistra, sia pure liberal. Anche qui, un rapido sondaggio sulle opinioni degli elettori chiarirebbe all'autore dell'articolo che la stragrande maggioranza di essi è chiaramente a favore della progressività dell'imposizione fiscale. Alle virtù magiche della curva di Laffer crede ormai solo l'amministrazione Bush (che, come il peggior Craxi, sta lasciando ai figli l'onere di pagare le follie dei padri, ma questo è un altro discorso..). 3) Insomma, Rocca chiede a Veltroni di reincarnarsi nel Berlusconi prima maniera (o anche versione 2001). Con tutto il rispetto, a questo punto, fossi in lui, preferirei l'originale.

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