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Gridare prima che il danno sia fatto

8 Maggio 2008 alle 11:00

L'incipit del bellissimo volume di Gilbert Keth Chesterton "Eugenetica e altri malanni" (edito da Cantagalli) suona esattamente così: "La cosa più saggia del mondo è gridare prima del danno. Gridare dopo che il danno è avvenuto non serve a nulla, specie se il danno è una ferita mortale". Ed allora, cari amici, saliamo sulle nostre rispettive soap box dovunque esse si trovino, e cominciamo a gridare, anche perché Chesterton diceva queste cose nel 1922 a proposito dell'eugenetica, e ci aveva azzeccato, ed aveva previsto tutto, ed allora non voglio dire che siamo in ritardo, però mi sembra che un bel po' di danni siano già stati fatti. Le Turco che ci fanno gli scherzetti fuori tempo massimo, strani personaggi in posti di comando che potrebbero permettere quello che alcuni scienziati pazzi vorrebbero, si evitano gridando, come diceva Chesterton. Adesso ci si è messo pure il Corriere della Sera con la storia dell'omoparentalità. Gridare è importantissimo, da dovunque ci si trovi. Hanno usato Welby e la giovane Englaro per la storia dell'eutanasia, useranno qualcun altro per qualche altra storia. Ci daranno dei senza cuore, ma non è vero. L'importante è vegliare e gridare, dicendo a tutti che il re è nudo.

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