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Capirsi

7 Maggio 2008 alle 09:39

Definirmi di sinistra è una specie di veste che in alcuni punti mi va stretta, in altra mi va larga. Perchè aderisco a questa veste, comprata al mercato delle ideologie, preconfezionata, e anche un po' ammuffita.Mi guardo allo specchio e mi accorgo che forse è il caso che noi di sinistra iniziamo a modellare questo vestito, a confrontarci con le misure della realtà. La TAV, per esempio, mi trova favorevole, e allora la veste mi va larga perchè è fatta di un forte tessuto antiprogressista e pro ambientalista ad ogni costo ed io ci ballo dentro. ne faccio a meno quindi. Grillo, mi va larghissimo, quanto spreco,anzi, se penso al tessuto che viene da quelle parti. Mi va stretta invece , non mi calza, perchè non trovo tessuto ne qualche fabbricante specializzato, per le questioni di laicità e libertà. La nostra sinistra non ha saputo fare niente: solo parole che non fanno trama o intreccio e il tessuto cede alla prima uscita. Questa ns sinistra italiana, post Berlinguer, post operaio di massa, post dc, non mi piace più. Forse sono radicale, chissà.

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