cerca

Se D'Alema siede alla sinistra del Padre

5 Maggio 2008 alle 15:55

Massimo D’Alema continua a sedere alla sinistra del Padre. Il Padre, ovviamente, non è Dio (al quale non ha mai creduto) ma il Pci che, intimamente, non ha mai smesso di servire e a cui dimostra di credere ancora fervidamente. Lo schema fisso di D’Alema è Dc-Pci. Non a caso, il giorno dopo il voto, è andato a trovare Casini e magari lo ha fatto anche sognare, spiegandogli che la prossima volta toccherà a lui, cattolico e democratico, guidare il centro-sinistra alla riscossa. Altroché bipartitismo! Per D’Alema bisogna ricostituire le antiche famiglie della Prima Repubblica, farle vivere insieme, allargando l’alleanza, occupando ogni possibile spazio, non lasciando alcun elettore fuori dalla porta. Dice nel programma di Lucia Annunziata: "C'è una forza elettorale di tre milioni di voti che si è dispersa nell'astensione, e altro, a sinistra del Pd, ma non è che è scomparsa. Sarebbe un errore pensarlo. Le cose che hanno radici nel Paese non scompaiono”. Una forza resa extra-parlamentare da Veltroni con l’idea di andare un po’ da solo e un po’ no, ma le radici, sostiene D’Alema, sono ancora lì. Lui a quelle radici si sente legato. Le riconosce. Le vuole riscoprire. Le vuole rappresentare. Un tempo si chiamavano comuniste, poi comuniste rifondate, poi sinistre democratiche, infine arcobaleno per dire dei tanti nomi, storie e colori senza più voti. Dopo ogni morte si è tentata una resurrezione, ma dalla morte ci si è lasciati sempre sorprendere. Eppure, con un po’ d’intuito o di semplice osservazione della realtà, ne avrebbero potuto conoscere il giorno e l’ora. Anthony Giddens nel 2006 dichiarò: "Il socialismo è morto. La sinistra no". Oggi l’ideologo del New Labour dovrebbe riconoscere che è morta anche la sinistra. Se, come sosteneva giustamente due anni fa: ”1) Essa non può più definirsi in contrapposizione alle riforme del welfare. 2) Deve scoprire il merito, la competizione, l’istruzione di alta qualità. 3) Non può più definirsi nei termini di una concezione classica delle libertà civili. 4) Deve finalmente ammettere che la criminalità e il disordine sociale rappresentano un grave problema per molti cittadini. 5) Deve pretendere che l’immigrazione venga controllata e che agli immigrati sia chiesto di farsi carico di una serie di responsabilità civili, ivi compreso l’obbligo di apprendere la lingua nazionale. 6) Deve, come la destra, saper dare risposte efficaci al terrorismo”, dichiara apertamente il fallimento di un’idea. La sinistra scopre che le soluzioni da dare, ai nuovi e complessi problemi che emergono nel vecchio continente, non possono essere assunte dal proprio bagaglio politico-culturale e dunque è costretta a rinunciare al progetto di società da sempre profetizzata. Smette di essere sinistra e diventa Tony Blair. Un eccellente premier, non di sinistra, per dieci indimenticabili anni. I laburisti hanno vinto, per la prima volta nella loro storia, tre elezioni generali consecutive. Tre volte consecutive. Roba da far impallidire persino Berlusconi. Ma Blair era seduto alla destra del Padre.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi