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L’Arca di Pannella-Noè

3 Maggio 2008 alle 18:55

“E’ stato il diluvio. E adesso basta!” recita lo slogan-manifesto-invito firmato da Marco Pannella per promuovere l’Assemblea dei Mille che si è ritrovata a Chianciano nell’ultimo fine settimana. Basta scorrere la lista delle adesioni per trovare uomini e donne alla “deriva”. Da Cesare Salvi a Pietro Folena, da Khaled Fouad Allam a Marco Boato, da Grazia Francescato a Mauro Del Bue e tanti altri alla disperata ricerca di una zattera nel mare burrascoso della politica italiana. Persino Romano Prodi, nella sua ultima uscita da premier, ha deciso di prestare in qualche modo soccorso, di rincuorarli. Dopo il diluvio l’Assemblea dei Mille ha cercato riparo, prima di tentare una ripartenza. Già nel 2005, dopo il disastro referendario, la paura fece sbocciare la Rosa nel Pugno. Un altro naufragio. E adesso? Pannella si affida sempre a Ghandi:”E ora? Siate il cambiamento che volete vedere nel mondo” e prepara qualcosa di più di una semplice zattera. Coglie il terrore negli occhi degli orfani e, da vecchio Noè, costruisce l’Arca per rassicurarli e contenerli. Intanto c’è l’Arca, poi si vedrà. E’ ancora lui, da 54 anni, la speranza di chi ne è rimasto senza. L’uomo ha fiuto, intuito, storia e pensiero. Ma è un pensiero votato al margine, che non penetra, che non si afferma, che manca sempre il bersaglio. E’ un pensiero che risiede stabilmente a Roma, senza mai vedere il papa. Forse perché il papa, Pannella-Noè, non vuole proprio vederlo. Così, anche le intuizioni più brillanti si disperdono. Lui le ha solo pensate. Toccherà ad altri realizzarle. E’ un pensiero ieri nel posto giusto nel momento sbagliato e oggi nel posto sbagliato quando il momento sarebbe giusto. Il momento, tanto agognato, della rivoluzione liberale, la riforma della quale scriveva addirittura il “suo” Benedetto Croce. Fu proprio Pannella a dichiarare in un’intervista a Gaetano Quagliariello (Ideazione, n.1 –1999) :”In fondo, Luigi De Marchi non sbaglia quando parla di "ceto burocratico" -possiamo anche definirlo classe burocratica - sostenendo che nelle nuove fratture sociali Cipolletta e Cofferati si collocano dalla stessa parte. Questo blocco sociale è diventato struttura di potere, ha prodotto corporativismo, Stato etico e l’anti-cittadino”. Analisi perfetta. Però, quando arriva il momento giusto, Pannella è altrove. A costruire l’Arca. Peccato.

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