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Porta a porta di mercoledì notte

24 Aprile 2008 alle 14:00

Rieccoci alle solite analisi del fulmine che ha dissolto l’Arcobaleno: flussi di voto, radicamento territoriale, mancata rappresentanza e altre cause accidentali. Non sarebbe meglio ricordarsi di quella distinzione storiografica vecchia di 25 secoli, e rivolgere l’analisi alle cause storiche, ben più ineluttabili di quelle immediate? E, al proposito, notare che già da vent’anni il comunismo internazionale è crollato sotto lo stesso fulmine, l’esaurimento del consenso? Ricordate la grande adunata popolare di Ceausescu, quando uno cominciò a fischiare e poi tutti fischiarono e lui dovette ritirarsi e dopo pochi giorni era sepolto? Be’, a Bertinotti e compagni è capitato lo stesso; solo, in termini un po’ meno cruenti e dopo un supplemento ventennale di carriera, grazie a una “base” che non ha mai avuto la fortuna di sperimentare dal vivo il socialismo reale. Non c’è da spiegare i voti, i voti sono la spiegazione e dimostrazione: finalmente, anche in Italia l’ideologia comunista non è politicamente più viva e vitale di quella fascista o nazista.

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