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A proposito degli "standard" europei

22 Aprile 2008 alle 12:00

I vescovi cattolici di rito caldeo hanno più volte invocato l'aiuto della comunità internazionale.Il ministro tedesco Schauble ha raccolto l'invocazione dei cristiani iracheni e ha chiesto anche all'UE di offrire ai profughi cristiani iracheni una casa in Europa fino a quando non potranno ritornare in patria. Dopo una lunga riunione, il presidente dell'Unione europea Mate ha bocciato il piano d'accoglienza tedesco, "partorendo"la seguente spiegazione:"gli standard internazionali non consentono di fare differenze in base a religione o razza." Ma che razza di risposta è ? E' una tipica affermazione eurocratica, politicamente corretta e di una cultura secolarizzata che nega le proprie radici. E' un'affermazione che si può applicare anche per i cetrioli: "gli standard internazionali non consentono di fare differenze di dimensioni dei cetrioli europei." Uomini, donne, bambini, anziani...la comunità cristiana più antica che ha origine da San Tommaso rischia lo sterminio e il Consiglio dei ministri della Giustizia e degli Interni dell'UE parla di condizioni non ancora maturate per dare precedenza ai membri di una minoranza religiosa..." Forse per i profughi cristiani dell'Iraq sarebbe meglio dichiararsi gay; i politici li accoglierebbero a braccia aperte, pur di non sembrare troppo discriminatori.

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