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Alla fine voterò la lista pazza

13 Aprile 2008 alle 13:04

Ho manifestato pubblicamente, attraverso editoriali, interviste e trasmissioni radiofoniche, che non avrei votato la lista pazza. Ma la coscienza pesa, soppesa, confonde e chiarisce, inquisisce e scatena reazioni inaspettate. Come non votare l'idea, come non optare per una direzione, come non avallare un discorso se questa idea, questa direzione e questo discorso può essere l'inizio di un nuovo percorso messo a disposizione dei giovani e delle future generazioni che finalmente hanno la possibilità di ascoltare l'altra campana, quella che suona alternando ai rintocchi lenti del funerale, quelli allegri e andanti della festa? "L'aborto è un male", don, "Viva la vita", din, din-don, din-don, la campana suona finalmente, e a sentirla sono tutti fuorché chi è sordo e chi mente. Voterò la lista pazza alla Camera, e l'Udc per tutto il resto. Sottraggo un voto al partito che guardo con nostalgica pulsione popolare sturziana, per darlo a un non partito che oggi è segno di contraddizione ed è segnale di crisi dell'aspettativa di chi, come me, si attende da un partito vero solo battaglie epocali, non pippette mediatiche, bensì assedi vincenti ai deliri insensati di chi approfitta della mancanza di iniziativa dei liberi e forti. Dopo 30 anni di menzogne e di meschinità, all'arroganza dei Radicali va contrapposta forza uguale e contraria, almeno per bilanciare. Per questo voterò la lista pazza, per contribuire nel piccolo a mantenere vivo uno spirito polemico ma non cattivo, che fa del buon umore l'inizio di ogni battagliera giornata, senza tentennamenti dinanzi alle orde, con gli occhi negli occhi, la schiena dritta e in Alto i cuori!

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