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Nelle mani di Karabatić

La Francia aspetta l'intramontabile Migliore per tornare a vincere il Campionato europeo di pallamano

12 Gennaio 2020 alle 05:54

Un altro giro, stessa corsa. Quella iniziata nel 2002, un anno dopo ciò che doveva essere il punto più alto della storia della pallamano francese, il titolo mondiale. Non fu così: arrivarono 2 Olimpiadi, altri 4 Mondiali e 3 Europei. E lui fu sempre tra i protagonisti, se non il grande protagonista. A quasi 36 anni Nikola Karabatić è ancora in campo. E sul rettangolo di gioco vuole dettare le sue regole, quelle del talento, quella “della vittoria, perché la pallamano è uno sport, non un gioco. E per divertirsi in uno sport c’è un solo modo: vincere”.

 

Il suo credo sarà la regola anche al Campionato europeo 2020 che è iniziato giovedì e si concluderà il 26 gennaio a Stoccolma (con la Svezia lo organizzano Norvegia e Austria). Perché uno come Karabatić non cambia. “Passano gli anni ma la volontà è sempre una sola: vedere la palla gonfiare la rete, gioire per un successo”. La Francia dopo il terzo posto al Mondiale 2019 e i due Europei consecutivi finiti male, ha voglia di vincere. E lui di ritornare a essere quello che è sempre stato: il migliore. E di dimenticare ciò che hanno provato a farlo diventare: un ex pallamanista. Il suo alluce valgo è stato operato, la squalifica per aver truccato un match, espiata. “Ho sbagliato, ho pagato, ho voglia di spaccare tutto. Ancora”. 

Giovanni Battistuzzi

Giovanni Battistuzzi

Al Foglio dal 2014. Nato il 5 gennaio, nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Veneto. Ciclista urbano. Pantaniano. Milanista. Scrivo di sport, ciclismo soprattutto. In libreria trovate Girodiruota, che è il nome anche del mio blog

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