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Il M5s e i metodi para fascisti nascosti dietro l'assedio al Parlamento

Si può difendere la democrazia quando si vuole abolire la democrazia rappresentativa? Parlano Panebianco, Campi, Violante

27 Ottobre 2017 alle 06:30

Il m5s e i metodi para fascisti nascosti dietro l'assedio al Parlamento

Foto LaPresse

Roma. “Arrendetevi, siete circondati!” è lo slogan del Movimento 5 stelle mentre circonda il Parlamento per protestare contro l’approvazione della legge elettorale. Il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio guida la piazza che dovrebbe circondare l’assemblea parlamentare e nei giorni scorsi aveva addirittura lanciato l’idea di circondare il Quirinale per convincere il Presidente della Repubblica a non firmare la legge (poi quest’idea è rientrata). Beppe Grillo, il leader del M5s, in quella stessa piazza a pochi metri da Palazzo Madama arringa la folla: “Non abbiamo potuto fare una manifestazione attorno al Senato perché hanno paura, la polizia ci ha consigliato di stare qua e io ho consigliato alla polizia di andare la e accerchiarli loro. Perché questa cosa la dobbiamo risolvere”. I media, le forze politiche, gli intellettuali, le istituzioni, la società italiana in generale ha accolto queste manifestazioni come normale dialettica politica.

      

Ma il motto “Arrendetevi, siete circondati!” non è nuovo, fu utilizzato per la prima volta il 1 aprile del 1993 dal Movimento sociale italiano durante i giorni in cui la Camera votava l’autorizzazione a procedere nei confronti di Bettino Craxi. La differenza è che all’epoca ci fu una reazione durissima: la magistratura inviò a parlamentari e militanti missini avvisi di garanzia per turbativa dell’attività parlamentare (da 1 a 5 anni), il ministro dell’Interno Nicola Mancino parlò di “attacco alla democrazia”, Massimo D’Alema del Pds disse alla Camera che lo stato doveva “schiacciare lo squadrismo per tempo”. Ora non succede nulla, nessuna reazione da parte delle istituzioni e dei partiti tradizionali a chi vuole aprire il Parlamento “come una scatoletta di tonno”. Cos’è cambiato? “Il Msi aveva le stigmate del fascismo, il M5s no – dice al Foglio Angelo Panebianco, politologo dell’Università di Bologna – e paradossalmente il fatto che possa andare al governo trova un atteggiamento più comprensivo”. Panebianco diversi mesi fa, in un editoriale sul Corriere della sera, aveva parlato di una resa culturale ai 5 stelle: “C’è un diffuso antiparlamentarismo, cavalcato da un bel pezzo di establishment che così pensa di salvarsi – dice oggi – Le difese democratiche si sono abbassate notevolmente, è un passaggio storico molto delicato”.

  

 

È dello stesso avviso Alessandro Campi, docente di dottrine politiche a Perugia, e profondo conoscitore della destra italiana: “Si è abbassata la soglia di allarme, 25 anni fa la manifestazione era di una frangia giovanile guidata da Teodoro Buontempo di un piccolo partito, ora parliamo di un partito candidato a guidare il paese – dice al Foglio il direttore dell’Istituto di politica – ma la classe dirigente non percepisce l’atteggiamento anti-parlamentare del Ms5 come minaccioso per la democrazia”. Come mai? “Da un lato fa velo questa retorica rousseauiana della democrazia diretta, in verità molto autoritaria, dall’altro c’è una classe politica scadente, incapace di difendersi. Quella della Prima Repubblica è stata sconfitta, ma basta rivedere il discorso di Craxi alla Camera per confrontare il livello e la qualità della reazione rispetto a oggi”.

   

Luciano Violante, ex presidente della Camera, ricorda bene quel giorno e le differenze. “Il Msi evocava l’epoca fascista e c’era quindi più attenzione, ma oggi c’è una distrazione sui valori fondamentali della democrazia, c’è un relativismo istituzionale che rende accettabile qualsiasi cosa. Sarebbe immaginabile vedere un partito che invita a circondare il Parlamento in Francia, Germania o Inghilterra?”. Quindi davvero la democrazia parlamentare si sta arrendendo a chi la circonda? “Quando le strutture interne diventano fragili si aprono possibilità per la dissoluzione del sistema politico. Le democrazie muoiono per suicidio, non per omicidio”.

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Commenti all'articolo

  • m.pascucci

    27 Ottobre 2017 - 16:04

    Potrei non essere completamente con Angelo Panebianco: il MSI aveva certamente le stigmate del fascismo, ma pure il M5S mica è da sottovalutare sotto questo punto di vista!

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  • Maincy

    27 Ottobre 2017 - 13:01

    bell'articolo... raro e giusto i politici non sono piu' all'altezza? e che dire dei giornalisti? si, quelli che Grillo mette dietro le transenne... che gli corrono dietro annusando qualsiasi rutto e petoche fa? non vedo l'ora che i cliccanti arrivino al governo, il popolo italiano se li merita...con tutti i menestrelli che ne cantano le lodi. il faut boire le calice jusqu'à la lie .....

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  • luigi.desa

    27 Ottobre 2017 - 10:10

    Mi compiaccio con me stesso avendo scritto al giornale già circa un anno fa di sentire nel comportamento , violenza verbale ,supponenza nella virtuosità dei grillini odore di sansepolcrismo .ieri A. Del Lago oggi L.Capone. luigi de santis

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  • ANIWAY75

    27 Ottobre 2017 - 09:09

    O forse la mancata reazione della classe politica, delle Istituzioni, dell'opinione pubblica in generale, della stampa, è dovuta al fatto che vengono sottovalutati e considerati come dei ciarlatani (eccome se lo sono) incapaci di dare seguito alle loro assurde minacce. Questo non toglie che la colpa maggiore è del popolo Italiano il quale è semplicemente la causa della classe politica che lo rappresenta !!!

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