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Il derby capitale e il passato di Mihajlovic. La domenica nel pallone

Leo Lombardi

Il closing rossonero ignorato, i polli difensivi pescaresi e il vizietto di Zamparini. Cosa c'è da sapere sulla 15a giornata di serie A

MILAN-CROTONE

(domenica ore 12.30, arbitro Di Bello di Brindisi)

 

All'eterno closing (rimandato al 2017) non guarda più nessuno, meglio concentrarsi sull'oggi. Il calendario regala una bella opportunità al Milan, tra scontri diretti di chi sta in alto e un avversario come il Crotone. L'armamentario del pallone politicamente corretto impone che si parli di rispetto dell'avversario e di partite da non prendere sottogamba. Ma l'occasione resta, anche per convincere i futuri acquirenti a darsi una mossa.

 


 
LAZIO-ROMA

(domenica ore 15, arbitro Banti di Livorno)

 

Derby da alta classifica, come non si vedeva da tempo. La Lazio è una sorpresa, grazie al lavoro di Inzaghi che ha soprattutto saputo dare un'anima alla squadra. La Roma è una mezza conferma, anche se sconfitte come Torino e Atalanta sono da riconsiderare, visto quanto hanno offerto in seguito le due avversarie. Si gioca al pomeriggio, per timori di scontri. Novità allo stadio, dalle curve sempre vuote per la polemica sulle barriere. Quella della Lazio torna a riempirsi con entusiasmo, quella della Roma resta in posizione di protesta.

 


 
PESCARA-CAGLIARI

(domenica ore 15, arbitro Doveri di Roma)

 

Non inganni il numero 1 nella colonna delle vittorie del Pescara, è arrivato a tavolino grazie alla distrazione del Sassuolo. Sul campo gli abruzzesi restano l'unica squadra a non aver ancora ottenuto un successo. Giocano bene, ma prendono gol da polli e manca loro una punta che concretizzi il lavoro. Ospitano il Cagliari, possibile vittima sacrificale. Sardi battuti in sei trasferte su sette. Per loro una vittoria in casa dell'Inter, era quella triste e confusa di De Boer.

 


 
SAMPDORIA-TORINO

(domenica ore 15, arbitro Orsato di Schio)

 

Ovvio pensare a Sinisa Mihajlovic: nella Genova blucerchiata ha giocato, ha allenato, è stato amato. Come gli capita al Torino, dove i tifosi apprezzano chi – innanzitutto – dà l'anima per la squadra. Il serbo lo sta facendo capire ai suoi in un modo tutto suo, è riuscito a strapazzare la squadra anche in Coppa Italia contro il Pisa. Giampaolo, dall'altra parte, usa un metodo opposto, fatto più di silenzi che di urla. Entrambi, per ora, funzionano.

 


 
SASSUOLO-EMPOLI

(domenica ore 15, arbitro Gavillucci di Latina)

 

Bisogna tornare al 16 ottobre per ritrovare una vittoria del Sassuolo, un 2-1 al sempre disponibile Crotone. Da quel giorno, quattro pareggi e cinque sconfitte, Europa compresa. La classifica non è granché, se paragonata alla passata stagione. Meglio non fallire contro l'Empoli, che segue quart'ultimo a 4 punti di distanza. Incoraggiano le quattro reti prese dai toscani nelle ultime due partite, contro Fiorentina e Milan.

 



FIORENTINA-PALERMO

(domenica ore 20.45, arbitro Giacomelli di Trieste)

 

Difficile tenere il conto. Se le statistiche non sbagliano, Eugenio Corini è l'allenatore numero 49 nella vita di Maurizio Zamparini. Il presidente del Palermo aveva resistito a sette sconfitte consecutive in campionato, non ce l'ha fatta a tenere De Zerbi dopo essere uscito ai rigori in Coppa Italia con lo Spezia. Tocca al vecchio capitano, che con Luca Toni formava un asse formidabile a Palermo. Forse per questo Zamparini l'ha richiamato, dopo due anni in cui Corini era rimasto a guardare.

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