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No alla sagra d'autunno

Invettiva contro la sagra-del-prodotto-locale e contro i suoi terribili effetti collaterali

14 Settembre 2009 alle 20:40

Autunno - Foto Pexels.com

Autunno - Foto Pexels.com

Non c'è niente di peggio della sagra (del fungo porcino, del cinghiale, del tortello) per attentare alle abitudini (non sane, ma c'è un limite a tutto) delle ragazze aperitiviste. Le quali in autunno si trovano sovente, nel tempo libero, a dover seguire fidanzati, amici e persino scriteriate amiche alle terribili sagre del prodotto locale (qualsivoglia prodotto). Qualora si ceda al richiamo della sagra, si va incontro, nell'ordine, a: pioggia battente, freddo prematuro, malinconia incipiente (i paesini mezzi deserti e non sempre "d'arte" facilitano lo spleen), abboffate di consolazione, bevute scadenti – specie se, com'è facile, si arriva in ritardo sull'orario del pranzo, e a quel punto tocca riempire il bicchiere con rimasugli di festa agreste quali aranciate, vini bianchi caldi, vini rossi quasi frizzanti.

Letale, poi, è l'abbinata della sagra con la visita a una cittadina limitrofa (questa sì, d'arte), con mal di testa causato dalla suddetta mangiata e bevuta scadente. 

Ci dissociamo pertanto dalla pratica autunnale del turismo da sagra, contenti di pascolare, la domenica, nelle solite piazze gremite di aperitivisti ottusamente cittadini.

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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