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Il quadrilatero aperitivista di via del Politeama

Pigrizia dell'aperitivista insegna che l'alta concentrazione di locali in una stessa via spesso fa sì che i locali tendano ad assomigliarsi tutti (onde disorientare il cliente, che a quel punto sceglie a casaccio, una volta uno e una volta l'altro bar. Si minimizzano le evenutali perdite, insomma). E però a volte non è così. In via del Politeama, a Roma Trastevere, i gestori di ben quattro bar, con sprezzo del pericolo, hanno diversificato a più non posso

2 Giugno 2009 alle 17:07

Pigrizia dell'aperitivista insegna che l'alta concentrazione di locali in una stessa via risulta comoda, sì, ma spesso fa sì che i locali tendano ad assomigliarsi tutti (onde disorientare il cliente, che a quel punto sceglie a casaccio, una volta uno e una volta l'altro bar. Si minimizzano le evenutali perdite, insomma). E però a volte non è così. In via del Politeama, a Roma Trastevere, i gestori di ben quattro bar, con sprezzo del pericolo, hanno diversificato a più non posso (sul modello dell'isola greca o dell'isola spagnola: diciotto disco bar in una via non significano musiche uguali e arredamento uguale, anzi. Si va dallo stile texano a quello irlandese passando per il minimalista tutto vetro). Nella suddetta via romana si incontrano, nell'arco di cinquanta metri:

1 il celeberrimo Freni e Frizioni, un tempo in stile alternativo-cinematografaro, con mobili antichi, e ora modernizzato (ma noi lo preferivamo vintage). Sempre ottimi i cocktail dai nomi fantasiosi (con vera frutta)

2 L'artisto-minimal Raffaello, con spazi ampi su due piani, pranzi salutisti a prezzi politici, colazioni con buoni cornetti, aperitivi modello "wine bar" milanese (cioè con tapas) e cene leggere en passant (c'è una buona atmosfera per appuntamenti romantici che possano sembrare casuali, del genere "ti porto all'aperitivo in un locale carino", e poi però c'è il tavolo per due nell'angolo). Unico consiglio ai gestori: attenzione alla musica – a ora di pranzo, a volte, è troppo raffinata (i non intenditori rischiano il colpo di sonno, anche se non è detto che sia un male. Gli intenditori, invece, saranno estasiati dalla scelta della colonna sonora non casuale)

3 Il misterioso Beige. Misterioso per l'arredamento algido che sembra provenire da un'astronave aliena. Buono il Margarita. In alcuni giorni la folla fuori dal locale fa presumere musica festaiola e clientela non solo di quartiere. Eleganti il bancone e la luce soffusa.

4 Il trasgressivo Pe.pa.to, noto anche per le lampade verde fluorescenti che ricordano le antiche statuette apotropaiche. La veranda, non fosse per le suddette lampade, sarebbe elegantissima. Dentro invece sembra di essere in un baretto di Ibiza alle tre di notte, sia per la musica sia per gli avventori, e non sempre si riesce a chiacchierare. I cibi dell'aperitivo sono abbondanti e variati.

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