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Consigli per l'aperitivo elettorale

20 Maggio 2009 alle 16:48

Scriviamo al candidato ignoto (di sinistra, di destra, di centro) che in questi giorni si appresti a organizzare un aperitivo elettorale. Da aperitivisti incalliti ci sentiamo infatti in dovere – visto il livello non eccelso degli aperitivi elettorali fin qui osservati – di porgere qualche consiglio da esperti (ma magari qualche lettore ha un suggerimento).

1 Evitare le terrazze in cima alle sedi di partito (così ama fare il Pd): la riuscita dell'aperitivo è inficiata dall'aria di smobilitazione che di solito si respira in tali sedi attorno alle 8 di sera – sono pur sempre uffici. E comunque gli aperitivisti generici, che potrebbero diventare elettori, sono disincentivati a partecipare: dov'è l'aperitivo, chiedono? E se gli rispondi che è nella sede di un partito si vedono già davanti un banco spoglio, due olive, due crostini, aranciata e coca cola, nessun barman, nesusna bella ragazza (anche se sono tempi di veline).

2 Evitare altresì gli alberghi (così ama fare il Pdl). Fa troppo "lost in translation" (da non confondere con "Lost in Pd", libro del giornalista Marco Damilano. Per il Pd vedi punto 1)

3 Prediligere piazze, locali con giardino, luoghi apparentemente casuali. Il convenuto deve pensare di andare a un aperitivo carino e divertente, dove mangia decentemente e beve quello che vuole (no aranciata e coca cola). E poi, zac, il candidato deve uscire dal nulla (e possibilmente porgere un mojito).

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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