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Contaminazione tra calcio e aperitivi

Un amico bloggista calciofilo ci segnala l'unica notizia calciofila interessante dell'anno (per noi aperitivisti ignoranti di calcio)

18 Maggio 2009 alle 16:03

Un amico bloggista calciofilo ci segnala l'unica notizia calciofila interessante dell'anno (per noi aperitivisti ignoranti di calcio): "Adriano dal Brasile: ho sempre creduto in questo scudetto. Tenete conto che ho iniziato a brindare a settembre" (Gene Gnocchi, Sky). Siamo grati a Gene Gnocchi e ad Adriano per aver sottolineato l'importanza dell'essere aperitivisti (ancorché inconsapevoli).

Proponiamo altresì l'istituzione di zone aperitivisticamente frequentantabili a ridosso degli stadi al fine di:

1 Permettere alle amiche non calciofile delle moltissime calcio-fan di attendere utilmente le altre che la domenica vanno allo stadio – dilettandosi appunto all'aperitivo nel frattempo (più brindisi ci sono meglio è, sempre che non vi denuncino per istigazione all'ubriachezza)

2 Far invidia al fidanzato calciofilo – mentre sei allo stadio guarda io dove sto. (Se il fidanzato non è calciofilo tanto meglio, verrà all'aperitivo, tanto il luogo sono le donne a deciderlo).

3 Ridurre il tasso alcolico per le strade nel dopo partita – il posto aperitivistico d'appoggio nei pressi dello stadio farebbe da sfogatoio dei tifosi delusi o al contrario entusiasti: meglio un brindisi nella struttura aperitivistica che uno fuori, con il rischio di scatenare le ire dei tifosi avversari (fan di Adriano o meno non importa)

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini

Marianna Rizzini è nata e cresciuta a Roma, tra il liceo Visconti e l'Università La Sapienza, assorbendo forse i tic di entrambi gli ambienti, ma più del Visconti che della Sapienza. Per fortuna l'hanno spedita per tempo a Milano, anche se poi è tornata indietro. Lavora al Foglio dai primi anni del Millennio e scrive per lo più ritratti di personaggi politici o articoli su sinistre sinistrate, Cinque Stelle e populisti del web, ma può capitare la paginata che non ti aspetti (strani individui, perfetti sconosciuti, storie improbabili, robot, film, cartoni animati). E' nata in una famiglia pazza, ma con il senno di poi neanche tanto. Vive a Trastevere, è mamma di Tea, esce volentieri, non è un asso dei fornelli.

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