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Com’è triste via della Spiga a vetrine spente (tranne qualche novità)

Molti negozi hanno preferito chiudere in un momento difficile per il settore del lusso. L'eccezione di Sabrina Iencivella e il suo spazio per eventi (con cucina colta)

16 Febbraio 2020 alle 06:00

Com’è triste via della Spiga a vetrine spente (tranne qualche novità)

(foto LaPresse)

"Quattro figlie ebbe e ciascuna regina” ci dicevamo l’altro pomeriggio scendendo per via della Spiga ed evocando il Carlo Emilio Gadda dell’ “Adalgisa” e del nobilis homo Cipriano de’ Marpioni che “col crescere della prole aveva dovuto allargarsi” e infatti “s’era traslocato in via Spiga al numero 21”. E dato ad ammodernarla e riempirla di “parèt” e “tramezz” oltreché “d’una nuvolaglia di calcinacci e farinone da non averne un’idea”. Questo ci dicevamo appunto l’altro giorno guadagnando invece il numero 15,...

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Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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Commenti all'articolo

  • Carlo6

    17 Febbraio 2020 - 10:21

    Non ci voleva la palla di vetro nel prevedere questo stato di cose. Se uno vale uno l’uno che vale se ne va e rimane l’altro che non vale niente. Se i giovani che credono e vogliono fare se ne vanno e ci facciamo le pugnette con i migranti di la dal mare che cosa si vuole sperare? Questo in Italia, se poi si guarda all’Europa e oltre Atlantico, in America, siamo alla frutta. Via della Spiga come via dei Coronari a Roma sono esempio di sfascio proletario. Proliferazione di paninari e luridume. A questo siamo e risalire la china non sarà possibile con una sinistra imbelle e fuori dalla storia presente del tempo che ci troviamo a vivere. Quando un paese si affida ad un comico, la colpa non è del comico ma di chi ha portato il popolo a votare il comico ed i suoi sanculotti. Poi non ci si lamenti o meravigli se arriva un Napoleone che solo un’Europa ridestata potrà fermare.

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