La promenade di Beppe Sala con i 400 sindaci e il profilo della città

Una passeggiata contro l'odio, per attraversare la Galleria, da piazza Duomo a Palazzo Marino, è solo l'ultima iniziativa del sindaco per costruire una Milano di sinistra, ecologista e sensibile ai diritti

"L’odio non ha futuro”, le belle manifestazioni si vedrà. Scavalcando Sant’Ambrogio e pure gli alberi di Natale, che ormai si sono impossessati di ogni luogo simbolo della città, ci sono due belle piazze, due belle manifestazioni, che provano a incrociarsi. In una sorta di rito liberatorio, o scaramantico. Dopo la piazza Duomo delle Sardine, martedì prossimo, 10 dicembre, è in programma la promenade dei 400 sindaci, da tutta Italia e tutti in fascia tricolore, convocata da Beppe Sala per attraversare la Galleria (schivando appunto l’albero), da piazza Duomo a Palazzo Marino. Tema della testimonianza: l’odio non ha futuro. Ospite necessario, la senatrice a Vita Liliana Segre. Alla kermesse di Base Riformista, Sala aveva spiegato: “La manifestazione nasce dal valore della memoria, dopodiché abbiamo identificato uno slogan che non è contro ma è valoriale. L’idea che abbiamo è di passare dalla Galleria, stiamo vedendo le ultime cose. Immagino che il colpo d’occhio potrebbe essere molto significativo. Forse sarebbe anche la prima volta nella storia che lo si fa”.

 

Sul valore civile della passeggiata dei sindaci, non si discute, coi tempi che corrono, poi. E non si discute nemmeno sul “colpo d’occhio” di Beppe Sala, il sindaco manager che nel tempo ha acquisito una notevole capacità di utilizzare la comunicazione pubblica e le simbologie politiche (e social). Dove arrivi però la passeggiata, o quantomeno in che direzione vada, è una domanda che ci si dovrebbe porre. Da un lato c’è un evidente bisogno di marcare il confine di una città che ha ancora un Dna “resistente” (quel che sta avvenendo a Bologna, preoccupa assai la sinistra milanese), un po’ si può intravvedere il tentativo (inconscio?) di esorcizzare la cavalcata di Matteo Salvini verso Palazzo Marino. Una cosa è certa: Beppe Sala sta preparando a dovere il campo di battaglia, tanto per portarsi avanti. Prima l’appello green a Beppe Grillo (finirà in niente, ma questo nulla toglie all’efficacia del gesto) e la scommessa sulla diaspora M5s verso sinistra. Poi il “proclama” sulla discontinuità amministrativa della sua Milano a tutto vantaggio delle periferie, nella città in cui crescono soprattutto i grattacieli. E ora la marcia dei sindaci per difendere la città da Attila. La costruzione di un profilo più marcatamente di sinistra, ecologista, sensibile ai diritti. Perché, nel bailamme di una sinistra (Pd e Italia) in conclamata crisi di identità, è sempre meglio avere un profilo politico in proprio.

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