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Milano-Cortina a tutta velocità. Cinque cerchi di hotel e glam

Ottimismo, stranieri e lusso. Arrivano i Bulgari e (forse) l’aeroporto. L’intesa tra i sindaci piace

1 Settembre 2019 alle 06:10

Milano-Cortina a tutta velocità. Cinque cerchi di hotel e glam

Guido “Dogui” Nicheli e la battuta divenuta un’icona dell’edonismo milanese anni ’80. in “Vacanze di Natale” di Carlo Vanzina (1983). Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 stanno rilanciando i progetti

I lavori di Anas nel Comune di Longarone, nell’ambito del Piano straordinario per l’accessibilità a Cortina 2021, non interessano la chiesetta di Faè e le relative fondamenta né i resti della vecchia casa, ubicata al confine con la statale 51 ‘di Alemagna’ di proprietà dell’Avv. Giovanni Battista Protti. L’integrità degli immobili non sarà compromessa dalle attività lavorative previste”. L’ultimo aggiornamento del sito di Anas nel Veneto data 6 agosto 2019 e molto spiega di quello che sta succedendo a Cortina, dove la stagione estiva si chiude con un ulteriore aumento di presenze italiane e straniere dopo la crescita del 41 per cento del 2018, anche a causa del caldo record che ha allontanato parte del turismo dal mare. Il panorama sotto le Tofane è tutta una gru in vista dei Mondiali di sci ma soprattutto delle Olimpiadi Milano-Cortina del 2026: il Cipe ha stanziato 100 milioni per il “piano Cortina” del 2021-2026 e un’amministratrice locale si aggira in abito rosso e cappellino en pendant al lunch estivo organizzato all’hotel Cristallo raccontando a chiunque dei 30 milioni già, sostanzialmente, all’opera, ma qui poco si fa senza l’ok dei proprietari di seconde case, che sono tanti, di gran nome e ancor maggiore peso politico: Marzotto, Moretti, De Longhi, Fendi, Deserti, Collini, Zoppas, Caovilla, Benetton, questi ultimi residenti di lungo corso come tutti seppero il giorno del crollo del ponte di Genova, quando non cancellarono una festa in giardino che molto ha pesato sul giudizio pubblico di Autostrade, quando si dice il valore dell’immagine. “I privati hanno avuto un loro ruolo nel rallentamento di alcuni progetti logistici che oggi, fra Mondiali e Olimpiadi, prendono il via con nuove iniziative, sostenibili. D’altronde, che si voglia preservare un luogo come questo e se ne sia anche un po’ gelosi mi pare comprensibile”, sorride Michele Gualandi, proprietario e ceo di quel monumento all’Art Nouveau e per un certo periodo anche ai nouveaux riches pittati dalle perfide “vacanze” vanziniane che è l’Hotel Cristallo e che la sua famiglia, fondatrice del gruppo Guaber poi confluito nel colosso del benessere Coswell (L’Angelica, Blanx, Transvital), ha acquistato ai primi del Duemila e riaperto interamente ristrutturato poche stagioni fa, gestendolo come un brand del lusso: nel giro di un paio d’anni l’ha portato a far parte di Altagamma, della Luxury Collection di Marriott e soprattutto del programma Elite di Borsa Italiana, lo scorso aprile.

 

La vittoria delle Olimpiadi sta rasserenando tutti, anche per via del ruolo di Milano e del suo sindaco: l’evidenza del boom post Expo del capoluogo lombardo ha zittito i mugugni degli scettici e fatto balzare i prezzi delle case nella valle del 30 per cento di media. Il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, uomo di lista civica, in abito tradizionale e piglio sicuro ci racconta degli incontri di questi giorni a Palazzo Marino per la definizione della figura che gestirà l’avanzamento dei lavori in vista delle Olimpiadi del 2026: sono in arrivo 925 milioni dal Cio e, giura, “rispettiamo fino alla virgola le regole di sostenibilità dell’Agenda”. Tutti sanno che a guidare i giochi sarà Giovanni Malagò, ma la notizia del momento è la rinascita dell’Hotel Impero, data di fondazione 1938 come il suo nome indica, chiuso da anni, grazie a un fondo di cui, senza annunci ufficiali per il momento, fanno parte i Bulgari. La struttura godrà di un progetto di “ampliamento e sopraelevazione” dello studio MTD che molto delle sue future altezze deve a un importante premio di cubatura concesso dalla giunta. Ghedina dichiara con entusiasmo gli oltre venti cantieri aperti nel settore della ricezione alberghiera: è in via di ricostruzione lo storico hotel Miriam, si completano i lavori al Faloria Mountain, si ammoderna anche all’Hotel de la Poste con i suoi leggendari barman, teatro di molte riprese tv e temiamo spunto primo per quell’azione “dimostrativa” che il governo Monti mise in atto nel gennaio del 2012 e che nessuno ha dimenticato: “Un grande danno, che abbiamo scontato per anni”, sospira Gualandi. Fu l’unica azione di propaganda populista di quel governo chiamato a risollevare le sorti di un’Italia di cui nessuno sembra più disposto a riconoscere le condizioni finanziarie nel 2011, al punto che Vittorio Sgarbi, approdato a Cortina con coda di squinzie per uno dei suoi talk, ha potuto pronunciare epiteti irriferibili all’indirizzo di Monti e azzardarne perfino, lui storico dell’arte, una valutazione di competenza economica in totale assenza di contraddittorio e provocando perfino qualche applauso. Qui gli sghei sono cosa rispettata e chi li fa anche di più, anche se il driver che ti accompagna alla cena nello chalet sulla strada per il Faloria stenta (no, ancora?) a rilasciarti la ricevuta. Dalla celeberrima terrazza del Cristallo affacciata sulle Tofane scattano foto turisti americani e da poco anche cinesi, guaendo soddisfatti sull’“Unesco site”: l’occupancy è quasi totale, e le stagioni degli alberghi si sono moltiplicate: ora non si chiude che per tre mesi, al massimo. Va di moda la mountain bike anche fra i texani e i newyorkesi che affollano il centro benessere del Cristallo, ma Gualandi non sarebbe contrario a un piccolo aeroporto per voli privati in zona: sarebbe l’ideale per annientare definitivamente la concorrenza di Sankt Moritz che, in effetti, ha perso troppo fascino fra palazzoni e traffico, e d’estate non ha nemmeno il conforto della neve a cancellare il troppo cemento. Il progetto viene ripreso e abbandonato da anni e molti guardano con interesse agli spazi del vecchio aeroporto militare di Dobbiaco, un po’ restii ad approcciare direttamente i vertici dell’Aeronautica che lì vanno in vacanza d’inverno. L’Enac aveva espresso parere favorevole alla riapertura del Cortina Airport chiuso nel 1976 dopo un grave incidente. Zaia lo rivuole per i Mondiali. Ma la parola ultima, par di capire, spetta sempre a tutti quei nomi che, arrivati a Cortina, indossano il costume ampezzano e inscenano la vita bucolica.

Fabiana Giacomotti

Fabiana Giacomotti

Milanese, ha vissuto un po' qui un po' là, parecchio a Londra. Era partita con l'idea che la letteratura francese sarebbe stata la sua vita, tanto da mantenersi agli studi come annunciatrice tv per non darla vinta al padre che voleva in casa almeno un altro medico e lei era l'ultima speranza. Ancora adesso non ha capito come sia diventata giornalista di economia e poi di costume e moda. Fra gli Anni Ottanta e i primi Novanta ha lavorato per Espansione, il Giornale, ItaliaOggi, quindi è stata inviato speciale per il Mondo, IoDonna, Capital, per il primo decennio Duemila in successione vicedirettore di Amica, direttore di Luna e, in contemporanea, del quotidiano MfFashion. Ama alla follia la carta stampata e collabora a Il Foglio dal 2007. Nel frattempo ha progettato ("direzioni mai più grazie") un paio di altre riviste, collabora con l'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha scritto libri, guide popolari tradotte all'estero, saggi ponderosi ma anche no (l'ultimo, "La moda è un mestiere da duri. Gli anni Duemila del lusso italiano visti dietro le quinte", Rizzoli, raccoglie una selezione di articoli scritti per l'inserto del Foglio del sabato con un nuovo saggio introduttivo). Ha curato mostre di moda e costume per istituzioni varie e "tutte interessanti" come i Musei Civici di Venezia, la Rai, Palazzo Morando a Milano. Dal 2005 è tornata in università come docente del corso di Scienze della Moda e del Costume alla Sapienza di Roma dove, come poteva farselo mancare, ha progettato una testata online e un sistema informativo dedicato agli studenti. Ha una figlia trentenne, Federica, account pubblicitario, di cui va tremendamente orgogliosa e che si ostina a chiamare "bellapopina", facendola imbufalire.

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  • flaneurotic

    flaneurotic

    01 Settembre 2019 - 15:03

    Se c'è un solo motivo per il quale noi disadattati poco interessati allo sport e per nulla alla mondanità vediamo di buon occhio le olimpiadi a Cortina, questo è la potenziale rinascita del trasporto ferroviario nelle Dolomiti venete. Pare tuttavia che saranno ancora le strade - piste da corsa per tutti i cloni di Guido Nicheli - e gli aeroporti a essere favoriti nella prossima pianificazione delle infrastrutture locali. E dunque, Gentile Giacomotti, malevolmente spinti come siamo da un inconfessabile odio di classe, ci permetta di sperare che le prossime tempeste Vaia ridimensionino le ambizioni di tanti eleganti formiconi di città a bordo dei loro aerei giocattolo e di tutti i montanari fattisi arroganti rentier.

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