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Nel “Collegio delle fanciulle”, gioiello napoleonico, a parlare di cyberbullismo

Nella Giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo a Milano cinque classi di quarta e quinta liceo, oltre a una delle medie hanno partecipato a una discussione-approfondimento guidata da Enrico Mentana

7 Febbraio 2019 alle 15:16

Nel “Collegio delle fanciulle”, gioiello napoleonico, a parlare di cyberbullismo

Foto Pixabay

Ci si studia tra pareti affrescate e, se si guarda il palazzo, sembra che il tempo si sia fermato a quando, nel 1808, Napoleone Bonaparte decretò: “Sarà eretta nel Regno una Casa di educazione per le fanciulle. Questa casa sarà stabilita a Milano e porterà il nome di Collegio Reale delle Fanciulle”. La scuola c’è ancora, è una delle molte, discrete, eccellenze della tradizione educativa nazionale, con innegabile anima meneghina, di cui essere orgogliosi e da cui trarre esempio. Oggi, però, ha cambiato nome. Si chiama Educandato Statale Emanuela Setti Carraro dalla Chiesa – la scelta fu presa nel 1986, un dovere doloroso per il ricordo di una “milanese esemplare”, infermiera volontaria e attenta all’impegno umanitario – ed è oggi uno dei 50 educandati presenti in tutta Italia nati come collegi religiosi per l’educazione delle fanciulle e poi trasformati in scuole pubbliche miste, ma che hanno conservato una missione educativa speciale.

 

Nell’ottocentesco Palazzo Archinto in via Passione, dove hanno studiato tra le tante l’ex ministro e ex sindaco Letizia Moratti e Paola Antonelli, oggi curatrice del dipartimento di Architettura e design del Moma di New York, non si fa solo istruzione ma anche “educazione”, perché l’obiettivo non è solamente trasmettere il sapere, ma anche il saper stare con gli altri. Per questo l’istituto ha aperto le porte a un evento, parte di una campagna di sensibilizzazione organizzato da Ikea Italia e dal progetto sociale Parole Ostili in occasione della Giornata nazionale contro il bullismo e cyberbullismo. Cinque classi di quarta e quinta liceo, oltre a una delle medie inferiori hanno partecipato a una discussione-approfondimento, guidata da Enrico Mentana, che trattava l’argomento con Paolo Picchio, padre di Carolina la prima vittima di cyberbullismo, Ivano Zoppi della Fondazione Carolina, Elena Ferrara, prima firmataria della Legge contro il cyberbullismo e Luca Bernardo di CoNaCy - Centro nazionale per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo e ai fenomeni illegali della Rete. Prima era un fenomeno ora è diventato, nei numeri, un’emergenza.

 

“In una società in cui la dimensione di casa è sempre più fluida e i confini delle 4 mura domestiche sono diventate permeabili, il cyberbullismo si insinua facilmente all’interno delle nostre case”, reali e virtuali, ha spiegato Alessandro Aquilio, country communication manager di Ikea Italia, “vogliamo puntare i riflettori su questo tema, come player che conosce la casa e vuole che essa sia sempre un posto in cui sentirsi sicuri. Partiamo dalle parole che possono rappresentare un primo passo per fare la differenza, dentro e fuori dalla rete”.

Paola Bulbarelli

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