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Con la cultura si mangia

I dati su Milano e Lombardia relativi all’industria culturale: 40 miliardi di valore e 200 mila addetti

28 Ottobre 2018 alle 06:00

Con la cultura si mangia

Apocallisse 10, San Giovanni: "Presi il libretto dalla mano dell'angelo e lo divorai; e mi fu dolce in bocca, come miele; ma quando l'ebbi mangiato, le mie viscere sentirono amarezza".

Giulio Tremonti, poi, l’ha smentita più volte. Ma “con la cultura non si mangia” è una frase – forse un fake news ante litteram – entrata nell’immaginario collettivo e dunque, a prescindere da chi l’abbia o non l’abbia detta, è verosimile che in molti la pensino. Ma non a Milano. Perché a Milano (nonché nelle province di Monza Brianza e Lodi) l’industria culturale produce lavoro e anche fatturati. Nella settimana in cui Palazzo Reale di Milano entra nella toplist dei cento musei più visitati al mondo, arrivano i dati sulle imprese culturali: sono circa 17 mila, di cui 15 mila solo a Milano, con un aumento del più 2,3 per cento in un anno. E arrivano a circa 33 mila in complesso le imprese del sistema produttivo culturale e creativo milanese, con 200 mila occupati: pesano quasi il 9 per cento sul totale delle imprese e sono il 10 per cento di tutti gli occupati del territorio. Non sono bruscolini quei 14,6 miliardi di valore aggiunto prodotti dal settore, il 16 per cento del totale nazionale. La ricchezza prodotta dal settore culturale milanese, considerando il resto dell’economia attivata, supera i 40 miliardi di euro. Presentando i dati, Carlo Sangalli, presidente Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi, sottolinea: “Investire nella cultura ha un doppio valore, significa investire nella crescita umana della società e significa investire nelle imprese e, dunque, sostenere l’economia”. Milano è da sempre capitale dell’editoria, dell’informazione, della televisione, delle case discografiche. In una città così aperta il settore culturale crea il valore aggiunto più elevato (quasi il dieci per cento) e cresce maggiormente per numero di imprese. “Se si considera che un milanese su dieci trova lavoro in questo settore, possiamo dire che la cultura rende più solida e radicata la crescita economica”. E l’indotto della cultura, molto spesso è il turismo che attiva una spesa stimabile in circa 1,5 miliardi di euro su 4 in Lombardia. Una spesa, quella attivata dalla cultura, che a Milano incide più che nel resto del paese, poiché pesa per il 56 per cento sulla spesa totale dei turisti sul territorio, quasi 10 punti percentuali in più della media lombarda (47,6 per cento) e 20 in più di quella italiana (38,1 per cento).

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