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Il lavoro che va a Milano

I numeri dell’Osservatorio Assolombarda dicono che il lavoro flessibile (+ 10 per cento) traina la ripresa

10 Settembre 2017 alle 06:11

Il lavoro che va a Milano

Foto di Guglielmo Celata via Flickr

La locomotiva spinge il convoglio Italia. E’ la Milano che non si ferma mai, nemmeno d’estate, e infatti dopo l’anno miracoloso di Expo ha continuato a far salire a bordo migliaia di turisti, per la gioia di alberghi e ristoratori del centro. Ma chi è innamorato della Milano-smart city si sorprende leggendo i dati diffusi dall’Osservatorio di Assolombarda. Perché in città le imprese cercano operai e magazzinieri da impiegare, e non solo esperti di marketing, ingegneri informatici o baristi. Nel secondo trimestre del 2017 sono cresciute del 10 per cento, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, le richieste dei lavoratori in somministrazione. Un trend che sembra dare il segno del proseguimento della ripresa. E le richieste di lavoro in somministrazione (attraverso le agenzie interinali) traccia il solco della domanda. L’Osservatorio Assolombarda offre un monitoraggio, con cadenza trimestrale, della domanda di lavoratori di questo tipo da parte dalle imprese. Alla rilevazione partecipano 12 tra le principali agenzie per il lavoro operanti sul territorio della Città Metropolitana di Milano e nelle province di Monza e Brianza e Lodi: Adecco Italia, Etjca, Gi Group, In Job, Lavoropiù, Life In, Manpower, Men At Work, Quanta Italia, Randstad Italia, Synergie e Umana.

 

“Questo è il terzo trimestre consecutivo caratterizzato da segno positivo, il primo a doppia cifra: +10 per cento sul 2016 – dice Mauro Chiassarini, vicepresidente di Assolombarda con delega alle Politiche del lavoro, sicurezza e welfare –. I risultati dell’Osservatorio sono coerenti con il quadro più generale del lavoro. E se è vero che la somministrazione rappresenta una quota ridotta del mercato complessivo (circa il 5 per cento), è particolarmente utile monitorarne l’andamento, che spesso anticipa quello dell’occupazione in senso generale. Dopo un primo momento in cui le imprese hanno manifestato l’intenzione di rafforzare il proprio potenziale produttivo con la crescente ricerca di tecnici e una seconda fase nella quale l’aumento era trainato dalla richiesta di alcune figure specializzate utilizzate nei processi produttivi, a testimonianza di una ritrovata dinamicità del settore manifatturiero, oggi siamo davanti a un’ulteriore evoluzione della situazione. Nel periodo aprile-giugno è la richiesta di personale amministrativo a fare da traino. E il fatto che si tratti di figure centrali nella gestione degli accresciuti livelli di produzione lascia ben sperare per i prossimi mesi”. All’interno della domanda di lavoro in somministrazione il peso degli impiegati, dunque, sale dall’8 per cento a quasi l’11 per cento. E tra le figure impiegatizie quelle che hanno maggiormente contribuito all’incremento sono gli addetti alla logistica, quelli alla reception, gli impiegati di segreteria e gli impiegati contabili. Cresce (a sorpresa) anche la richiesta di operai specializzati, che sale dal 3,1 per cento al 3,8 per cento (+22). Al primo posto della graduatoria si confermano gli addetti al commercio: camerieri (11,2 per cento), commessi (6 per cento) e cassieri (6 per cento). La Milano capitale del lavoro può contare anche sugli artigiani. E pensando al sostegno delle imprese, in particolare alle pmi e alle start up, l’Unione Artigiani ha lanciato la campagna d’autunno per l’agevolazione all’accesso al credito delle micro, piccole e medie imprese. “Sono gli open days della Cooperativa di Garanzia – spiega Marco Accornero, segretario generale dell’Unione Artigiani – perché le imprese soffrono in particolare il mancato sostegno economico e noi, con la cooperativa di Garanzia, facciamo la nostra parte. Perché se vogliamo voltare le spalle alla crisi dobbiamo dare ossigeno alle aziende”. Il lavoro di domani è già dietro l’angolo ma per consolidarlo l’amministrazione comunale ha stretto un patto col ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. Valeria Fedeli, ministro di riferimento – incontrando il sindaco Beppe Sala, ha ricordato: “L’obiettivo è di offrire sempre di più a ragazze e ragazzi esperienze formative di qualità.

 

L’alternanza scuola-lavoro non si fa solamente con le imprese, ma anche con gli enti pubblici e privati e con il terzo settore. Perché il lavoro è lavoro in tutte le sue forme”. “Un’esperienza di alternanza in un’amministrazione comunale non significa solo - ha spiegato il ministro - poter consolidare conoscenze, acquisire nuove competenze e confrontarsi con attività che aiutano a conoscersi meglio e orientare le future scelte di studio e lavoro. Significa anche comprendere come una comunità, una città, un paese sono organizzati per garantire servizi, per regolare la vita di cittadine e cittadini, per assicurare diritti e verificare il rispetto di doveri”. Tra qualche giorno si spalancano le porte della settimana della Moda Donna e a cascata in Fiera TheMicam, il salone della calzatura, perché a Milano lavorare non stanca.

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